Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Bimbo ucciso, il padre in Procura a Perugia: "Aveva ottenuto l'affidamento"

Il legale dell'uomo, ascoltato come persona informata sui fatti: "Messi a disposizione gli atti processuali, ma la donna ha presumibilmente anticipato l'attuazione del provvedimento". Autorizzata intanto la restituzione del corpo alla famiglia

Circa due ore in Procura a Perugia per Norbert Juhasz, padre del bimbo di due anni ucciso a coltellate in una frazione di Città della Pieve, ascoltato come persona informata sui fatti dal sostituto procuratore Manuela Comodi, che coordina l'indagine. 

Un colloquio in cui l'uomo, assistito dall'avvocato Massimiliano Scaringella e da due interpreti, ha ricostruito il suo rapporto con la madre del piccolo Alex, la 44enne ungherese Katalina Erzsebet Bradacs che è stata fermata con l'accusa di aver ucciso il figlio (davanti al giudice ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, ribadendo invece al suo legale Enrico Renzoni di essere innocente).

VIDEO Città della Pieve, bimbo ucciso: "Il tribunale aveva cambiato l'affidamento"

Al magistrato Juhasz ha riferito di aver avuto una breve convivenza con la donna, alla quale era stato affidato il bambino dopo la separazione. Una decisione che lui aveva chiesto con successo al tribunale di Budapest di cambiare: "Con estrema trasparenza mettiamo a disposizione anche gli atti processuali - ha spiegato uscendo dalla Procura l'avvocato Scaringella, che ha anche formalizzato la costituzione nel procedimento del suo assistito come persona offesa - e ci sta dando un aiuto il consolato per consegnarli tradotti".

La madre, secondo quanto riferito dal legale dell'uomo, "aveva mostrato dei problemi e lui ha chiesto che venisse cambiato l'affidamento, che prima era stato concesso alla donna con diritto di visita per il padre. Il tribunale distrettuale di Budapest molto velocemente, rendendosi conto della situazione e mostrando molta sensibilità, ha provveduto in tal senso dando anche disposizione affinché il provvedimento venisse attuato già il giorno dopo. Presumibilmente però la madre ha anticipato il provvedimento e l'esito purtroppo è stato nefasto".

Investigatori di nuovo nel casolare del delitto: acquisiti foto, video e audio

E mentre le indagini proseguono e si attendono risposte dagli esami dei carabinieri del Ris sui telefoni cellulari della donna, che aveva raggiunto l'Italia trovando ospitalità da un suo amico a Chiusi, la Procura ha autorizzato la restituzione della salma del bimbo alla famiglia, con il padre che potrà così organizzarne il rientro in Ungheria per i funerali e la sepoltura.

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