Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca Città della Pieve

Bimbo ucciso, la foto del piccolo colpito a morte inviata sul cellulare del padre

Il punto delle indagini: gli elementi che hanno portato al fermo della donna con l'accusa di omicidio volontario aggravato. Lunedì l'udienza di convalida del fermo

Immagini di videosorveglianza, testimonianze, oggetti trovati nel casolare abbandonato, il passeggino sporco di sangue e il coltello nella borsa della madre del piccolo Alex. Sono questi gli elementi che hanno convinto il sostituto procuratore Manuela Comodi a disporre il fermo per Erzsebet Bradacs, la donna ungherese di 44 anni, con l’accusa di omicidio volontario aggravato nei confronti del figlio di 2 anni. 

VIDEO - Bimbo ucciso, il capitano Luca Battistella: "Filmati e la foto inviata al padre, così è stato ricostruito il delitto"

“Il pm di turno, titolare delle indagini ha emesso un decreto di fermo con l’imputazione di omicidio volontario aggravato relativamente alla morte del piccolo di due anni avvenuta, ieri nel primo pomeriggio a Po’ Bandino, frazione del Comune di Città della Pieve - si legge in una nota del procuratore capo Raffaele Cantone - La misura si è resa necessaria visti i numerosi e significativi elementi emersi nelle immediate investigazioni avviate a seguito dei fatti. La mole degli indizi raccolti propende, infatti, per una presunta responsabilità della madre, una 44enne di nazionalità ungherese, la quale sarebbe l’unica ad aver trascorso le ore antecedenti all’evento delittuoso con il piccolo”. 

Secondo la ricostruzione accusatoria gli elementi a carico della donna vanno ricercati nei “filmati estrapolati dalle telecamere della zona, sia da altri elementi raccolti anche di natura dichiarativa raccolti”. Fra questi anche gli elementi emersi dalle ricerche “nell’area antistante il supermercato dove è stato portato il bambino, sono state rinvenuti numerosi oggetti appartenuti ad entrambi; in primo luogo, il passeggino, tra l’altro sporco di macchie al momento non meglio identificate che potrebbero essere di sangue, alcuni giocattoli, tra cui un peluche, un pannolino usato, e tracce di alimenti” prosegue la nota.

Definiti “significativi” gli oggetti “rinvenuti nelle pertinenze di un casolare abbandonato nelle vicinanze; lì sono stati raccolti altri giocattoli, sempre di probabile appartenenza del piccolo, oltre ad una maglietta sporca di sangue con dei tagli sulla parte anteriore ed una felpa della madre”.

Agghiacciante il particolare della foto “ritraente il bambino insanguinato trasmessa molto presumibilmente dalla donna al padre del piccolo in Ungheria, tramite una piattaforma social che, alla vista della tragica immagine ha allertato tutte le autorità competenti”.

Nel corso dell’interrogatorio la donna “ha fornito versioni confuse e contraddittorie che hanno corroborato il quadro indiziario e hanno ulteriormente fatto propendere per l’emissione del decreto di fermo” conclude la nota della Procura di Perugia. 

Lunedì, secondo quanto appreso da PerugiaToday, si terrà l'udienza di convalida del fermo per omicidio. La donna sarà in collegamento dal carcere. Per l'avvocato difensore Erzsebet Bradacs "si era allontanata per prendere un giocattolo, poi ha trovato il bimbo ferito".

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