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Bimba trovata morta in piscina, l'autopsia conferma l'annegamento e il tentativo di salvataggio dei cani

Nessun segno di violenza o costrizione sul corpo della piccola di tre anni. Resta da chiarire come abbia raggiunto l'agriturismo e come sia finita in acqua

Non ci sono segni di violenza sul corpo di Greta, la bimba di tre anni morta, affogata, nella piscina di un agriturismo dismesso a Capodacqua di Foligno.

Il medico legale Sergio Scalise Pantuso, ha confermato, dopo l’autopsia, il decesso per annegamento. I segni sul corpo della bimba sono compatibili con le zampe dei due cani Labrador che erano con lei e che avrebbero tentato di salvarla una volta caduta nella piscina. Al momento dell’intervento dei soccorritori, infatti, gli animali sono stati trovati bagnati e sul bordo della piscina. Segni che non sarebbero, invece, compatibili con le sterpaglie e il sottobosco che si trovano in quello che, in un primo momento, si è pensato fosse il percorso seguito dalla piccola.

Sempre in base all’esame autoptico sarebbe confermato anche l’orario di morte, riconducibile al lasso di tempo intercorso tra l’allarme lanciato dai familiari, intorno alle 13.30 e il ritrovamento alle 16.30 da parte dell’elicottero dei Carabinieri che sorvolava la zona.

Resta da chiarire come sia potuto accadere che la piccola Greta sia finita in acqua: forse è scivolata oppure è stata urtata dai cani alla vista dell’acqua nella piscina? Da chiarire anche quale percorso possa aver seguito la bimba prima di giungere all’agriturismo dove si è consumata la tragedia.

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