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Bettola Letteraria, Perugia e via della Viola al centro della discussione per il rilancio dell'acropoli

Perugia al centro della discussione in Sala Miliocchi al Borgo d’Oro, dove si apre il secondo incontro della Bettola letteraria. La manifestazione, promossa dalla Società di Mutuo Soccorso, vede una grande partecipazione di cittadini interessati al fenomeno di ripresa della zona di Via della Viola e dintorni. Il popolare rione di Porta Sole, dopo anni di degrado e di spaccio, rifiorisce sotto l’impulso dell’Associazione “Fiorivano le viole”, “Braccia rubate” e altre compagini sociali. Non solo momenti di festa e di aggregazione (Festival degli artisti di strada, Alchemica), ma botteghe d’arte e artigianato, musica e cultura declinata in tutte le maniere immaginabili. E, soprattutto, vista come una risorsa. Vitalità espressa attraverso due cinema (Post Mod e Meliès), ristoranti (Gufo, La Fame, Civico 21, Mod…) e tanto altro.

Hanno preso la parola i giovani di Fiorivano le Viole, quelli attivi presso la casa dell’associazionismo, ubicata nell’ex convento di San Fiorenzo, diversi artisti tra i quali l’argentino Josè e il peruginissimo Giuman, l’antropologo Giancarlo Baronti (attivo con la sua vetrina), lo storico Alberto Grohmann, residente di via del Roscetto, un esponente della Città del Sole e di Perso (Perugia Social film Festival), il sociologo Vanni Capoccia, ideatore dell’evento, con Cesare Barbanera e Sandro Allegrini. Il nostro Inviato Cittadino ha coordinato gli interventi. Presenti lo storico Franco Bozzi, l’antropologo Paolo Bartoli e tanti perugini di nascita e d’adozione. “Perché – dice un giovane – siamo tutti perugini, in quanto viviamo convintamente in questa città”.

Il tutto, mentre il presidente della Società Operaia, Primo Tenca, preparava appetitosi stuzzichini, alternati a sbicchierate, consumati in agape fraterna fra i convenuti. Che, alla fine, hanno gustato un piatto di pasta e fagioli Un momento di proposta e di confronto attivo intorno a un prototipo di rinascita dal basso di un quartiere che aveva toccato il fondo. E che adesso torna ai fasti di un tempo, con frequentazioni assai ampie e capacità di interlocuzione culturale e sociale. Un esempio da imitare.

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