Investito dopo la rissa fuori dalla discoteca, gli arrestati: "Accerchiati. Filippo a terra, non potevamo vederlo". Giovedì l'autopsia

I tre giovani accusati di omicidio preterintenzionale e rissa sono in attesa della decisione del gip sulla convalida dell'arresto

Il 19enne alla guida, ha sostenuto davanti al gip Giubilei, non poteva vedere Filippo Limini. Era a terra dopo aver ricevuto un pugno al volto e un calcio. I tre nell'utilitaria, hanno spiegato gli arrestati, erano accerchiati, "Venti contro due" in un primo momento. Mentre il gruppo degli altri giovani, hanno ancora ricostruito, colpiva ripetutamente la macchina, mandando in frantumi il lunotto posteriore, il ragazzo al volante, che - secondo il suo racconto - in un primo memento era anche intervenuto per separare i contendenti nella rissa - cercava di allontanarsi a retromarcia dal parcheggio vicino al Country Cafè di Bastia dove entrambi i gruppi erano andati a ballare.

VIDEO Investito dopo la rissa fuori dalla discoteca, il ragazzo alla guida: "Eravamo circondati, lui a terra: non potevo vederlo"

"Non è certo una giustificazione per sminuire quanto accaduto - ha commentato l'avvocato Delfo Berretti che lo difende insieme all'avvocato Aldo Poggioni - ma in quel momento il nostro assistito pensava a mettersi in salvo. Non si è reso conto di quanto accadeva".

VIDEO Investito dopo la rissa fuori dal locale, il difensore: "Un pugno, ma niente di più. E' profondamente addolorato"

Oggi, 18 agosto, nel carcere di Capanne l'interrogatorio e l'udienza di convalida davanti al giudice che dovrà decidere nelle prossime ore se applicare, e quale, misura cautelare nei confronti dei tre indagati. Al gip Giubilei hanno raccontato la loro versione sulla notte di Ferragosto, il diverbio con il gruppo di coetanei spoletini, tra cui FIlippo Limini, l'aggressione. Ma anche il pugno che ha mandato a terra il 24enne, poi deceduto. "Il mio assistito - ha commentato l'avvocato Daniela Paccoi che lo assiste con l'avvocato Guido Rondoni - è addolorato profondamente per quanto accaduto. Lo ha colpito, lo ha ammesso subito. Un colpo solo. Filippo è stato raggiunto da un calcio anche, ma non è stato lui a sferrarlo. Sarà fondamentale capire le cause della morte per fare luce su questa tragedia".

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L'autopsia appunto. Negli uffici della Procura della Repubblica, in via Fiorenzo di Lorenzo, questa mattina il pm Paolo Abbritti ha incaticato Mauro Bracci, Marta Bianchi e Paola Melai di effettuare gli accertamenti tecnici sul corpo di Filippo Limini per stabilire le cause della morte. L'esame inizierà giovedì 20 agosto. 

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