Barbiere molesta due bimbi mentre taglia loro i capelli, pena ridotta in appello

L'uomo era stato arrestato nel 2008, dopo dieci anni era stato condannato a tre ani di reclusione, in secondo grado la condannata è stata ridotta a 2 anni e 4 mesi

Pena ridotta in appello per il barbiere accusato di molestie sessuali su due bambini mentre tagliava loro i capelli. L’uomo era stato arrestato il 16 ottobre del 2008 per quei fatti e tra chiusura delle indagini, udienza preliminare e dibattimento la sentenza di condanna a tre anni era arrivata solo il 21 febbraio del 2018. Adesso la Corte d’appello di Perugia ha ridotto la pena a due anni e quattro mesi di reclusione.

Ad arrestarlo il 16 ottobre del 2008 erano stati i carabinieri della compagnia di Perugia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Claudia Matteini con l’accusa di molestie sessuali nei confronti di minori. Stando all’iniziale denuncia, dell’aprile e alle successive indagini, i bimbi sarebbe stati molestati dal barbiere per circa due anni, ma i bambini non avevano fatto alcun riferimento a quello che accadeva ogni qualvolta si recavano, accompagnati dal nonno, a tagliarsi i capelli, con l’anziano che, impegnato nella lettura di alcune riviste, non si era mai accorto di ciò che avveniva sotto i suoi occhi.

Solo in un’occasione, all’uscita del negozio avrebbe notato che i piccoli si erano fermati a parlare tra di loro sotto voce, senza però fargli ascoltare il motivo della discussione. Alla fine era stata la bambina a raccontare tutto alla madre e a far scattare indagini e arresto.

Il giudice per le indagini preliminari aveva accolto la richiesta del pubblico ministero Giuseppe Petrazzini di ascoltare i bambini con la formula dell’incidente probatorio “per ‘congelare’ la deposizione dei bambini, utile per un successivo giudizio nei confronti dell’indagato”.

La psichiatra, la dottoressa Carla Nicchieri, aveva ascoltato i bambini in una stanza protetta, ritenendo che fossero in grado di rievocare le molestie senza subire ulteriori danni. Nel corso dell’esame, in particolare, la bambina aveva confermato le accuse e ricordato una circostanza in cui il barbiere avrebbe portato entrambi i bimbi in bagno e l’avrebbe costretta a toccargli le parti intime. I genitori si erano costituiti parte civile tramite gli avvocati Helenia Ercoli e Filippo Teglia.

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Dalle indagini difensive svolte dal legale, l’avvocato Carmen Ambra, non sarebbe mai emerso un comportamento molesto nei confronti di altri piccoli clienti del negozio, tanto meno episodi dello stesso genere delle accuse rivolte all’uomo. Un passato senza problemi, quindi, che non si conciliava con l’imputazione addebitata al giovane barbiere. La Corte d’appello di Perugia, invece, ha confermato la sentenza di colpevolezza, pur riducendo la pena.

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