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Blitz al Parco della Verbanella, la polizia non molla presa: altri due boss della banda in manette, erano in fuga

La banda dei nigeriani, oltre 25 arresti, è stato completamente smantellata, aveva preso le redini dello spaccio al posto di un clan tunisino

Altri due pericolosi spacciatori, richiedenti asilo e in fuga, al soldo della banda della Verbanella, sono stati catturati dalla Polizia di Perugia grazie alla collaborazione con i colleghi di Milano e della Puglia. In manette sono finiti altri due nigeriani - tutta la banda arriva dalla Nigeria - che dopo il blitz della Squadra Mobile al parco dell Verbanella - oltre 22 arrestati - erano riusciti a sottrarsi ai controli. Ma la Questura non ha mai mollato la presa ed ha continuato ad indagare. Le strade giuste hanno portato direttamente a  Milano dove alla fine è stato assicurato alla giustizia un nigeriano di 27anni che aveva trovato rifugio presso altri connazionali. L'altra strada "giusta" invece ha portato la Mobile in Puglia: un 24enne, invece, aveva trovato una sistemazione provvisoria all’interno del C.A.R.A. di Bari-Palese. I due componenti della banda della Verbanella ora si trovano in carcere a Capanne. 

L'INDAGINE - Nella rete della polizia sono finiti così 25 nigeriani. Tutti sono stati soggetti all'arresto ritardato che ha permesso di pescare non un singolo pesce nello stagno dello spaccio, ma l'intero gruppo grazie agli elementi probatori raccolti con la documentazione delle singole cessioni. Un'indagine lampo, partita a maggio e coordinata dal procuratore capo Luigi De Ficchy e dal sostituto procuratore Gemma Miliani e che ha portato a smantellare la rete criminale che aveva trovato come piazza privilegiata proprio il parco della Verbanella, sottraendo questo spazio verde alla fruizione di tante famiglie e cittadini.

Tutto ha avuto inizio grazie alle numerose segnalazioni dei cittadini al 113 sullo spaccio che impervesava in quel luogo (più altre segnalazioni giunte sull'App YouPool). Una situazione che ha portato gli investigatori a non voler colpire un singolo pusher, ma a mettere le mani sull'intera rete che aveva ormai reso quel parco di difficile frequentazione per le persone.  L'accusa, per tutti e 25 gli indagati, è spaccio continuativo e aggravato.  

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