Cronaca Umbertide

Baby gang, concluse le indagini, scoperti i 'capi': fra loro anche figli di famiglie ''bene''

Dopo le perquisizioni dei carabinieri nelle case dei giovanissimi, adesso il fascicolo passa al Tribunale dei minori

Ragazzi minorenni, italiani e stranieri, qualcuno seguito dai servizi sociali, altri figli di buona famiglia. É alle battute finali l'inchiesta, portata avanti dai carabinieri, sulle baby gang che hanno caratterizzato l'Altotevere.

Una indagine partita da dei video che sono rimbalzati fra i più giovani, fino ad arrivare a quasi tutti i residenti del comprensorio, fra Città di Castello e Umbertide. Immagini crude, con protagonisti giovanissimi con armi (forse pistole scacciacani modificate), coltelli, soldi e stupefacenti, il tutto accompagnato da musica rap o trap.

1-25-23Nella sequenza le immagini della rissa di Umbertide, al parco Ranieri, avvenuta il 19 gennaio, dopo uno “sgarbo” avvenuto a Città di Castello.

Nel frattempo i militari della compagnia tifernate hanno portato avanti l'indagine, con numerose perquisizioni nelle abitazioni dei minorenni: sia a Umbertide, ma anche a Città di Castello.

I carabinieri hanno così controllato le residenze di alcuni dei minori, che hanno alle spalle storie di vita difficili, mentre altri sono figli di buona famiglia, con i genitori che alla vista degli investigatori erano quasi increduli.

Controlli e perquisizioni in cui avrebbero trovato riscontro gran parte di quel materiale che è apparso nei video. Ora tutto è in mano ai magistrati del Tribunale dei minori, che vaglieranno le diverse posizioni.

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