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Manca sangue, nuovo appello di Avis: "Ci servono donatori, non fermatevi alla prima volta"

“Continuate a donare. Non fermatevi dopo la prima o seconda volta. C’è molto bisogno di sangue”. Quello di Ilio Cinta, presidente dell’Avis provinciale non è un rimprovero, ma un invito rivolto a tutti i soci, e in particolare ai giovani. Grazie al lavoro nelle scuole fatto dalle Avis comunali, sono tanti gli appena diciottenni che si presentano ai Punti di Raccolta per iniziare a donare. Ma qualcosa non va.

“L’attività continua che ormai da anni le Avis comunali svolgono nella scuola – spiega il Presidente Ilio Cintia - fa sì che ogni anno la metà circa dei nuovi iscritti siano giovani che hanno appena compiuto 18 anni. Sempre i numeri ci dicono però che a differenza del passato, sono troppo pochi quelli che continuano dopo la prima o seconda donazione. E questo è un problema che è necessario superare perché è una delle cause della crisi delle donazioni degli ultimi tempi, e che mette giornalmente a rischio l’assistenza ai malati”.


“Le emozioni dovute a casi conosciuti non risolvono assolutamente il problema. Donare solo perché si conosce una persona che in quel momento ha bisogno di trasfusioni, o in seguito ad appelli dei media per emergenze locali, non è assolutamente sufficiente. C’è necessità assoluta di continuità e periodicità nella donazione, perché continua e quotidiana è la necessità di trasfusione. C’è troppa differenza fra un mese e l’altro con picchi positivi e negativi che mettono in difficoltà l’assistenza. Perché questo fa il donatore: assistenza sanitaria che fa la differenza fra la vita e la morte”. “C’è bisogno di nuovi donatori, ma anche di più, della continuità di chi già lo è. La continuità infatti – prosegue Cintia - è la chiave per cercare di raggiungere l’autosufficienza trasfusionale, permettetemi di ripeterlo anche a coloro che pur recandosi ai punti di raccolta del sangue, per motivi sanitari sono stati temporaneamente sospesi dalla donazione e a cui è stato chiesto di tornare dopo qualche mese. I controlli sanitari servono per la sicurezza del malato e anche, non dimentichiamolo, del donatore stesso, quindi dobbiamo avere pazienza e riprendere a donare appena possibile”. Donare periodicamente sangue, tra l’altro, è una garanzia anche per i donatori, visto che vengono effettuati diversi controlli periodici.

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