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Un tema di forte valore identitario, le rappresentazioni artistiche del XX Giugno 1859

Un tema di forte valore identitario, quello affrontato all’associazione Porta Santa Susanna, su iniziativa dello storico Franco Bozzi e della dinamica Cristina Piacenti, anima del versante culturale e organizzativo.

La brillante Stefania Petrillo parla delle rappresentazioni artistiche del XX Giugno 1859, data fortemente rappresentativa dell’animus perusinus e della storia civile della Vetusta.

L’evento è da sempre carico di significati simbolici e la sua rappresentazione precede quella nazionale: unità che sarebbe stata raggiunta solo due anni dopo. Eppure, nella storia perugina di dedizione patriottica e sacrificio, è iscritto e anticipato quell’evento.

Nella Francia, che ci ha preceduto nel versante unitario, c’era stato, tra gli altri, un Delacroix a proporre “exempla virtutis”.

Ma, anche da noi, personaggi come Mariano Guardabassi hanno saputo imbracciare il fucile e dar di piglio al pennello per rappresentare intenti e sentimenti di fiera appartenenza.

Dall’interessante conversazione emerge una certezza che smentisce convinzioni fin qui radicate nella critica d’arte, nella storia, nelle convinzioni diffuse vox populi.

È infatti ormai provato – sostiene la Petrillo – che i famosi acquerelli sulla presa della Vetusta da parte della soldataglia svizzera del colonnello Schmidt, siano non di Napoleone Verga, ma di Cesare Martinelli. Convinzione che la relatrice ha maturato d’intesa con Alessandra Migliorati e che ha ormai fatto breccia nel mondo accademico e scientifico.

Non mancano aneddoti e spigolature sul monumento al XX Giugno al Frontone: i popolani patrioti orientati, secondo alcuni, con le armi puntate in posizione errata; il Grifo che arpiona la tiara pontificia, sostituita con un sasso in epoca fascista, in omaggio ai Patti Lateranensi; la scelta tra i numerosi bozzetti di monumento…

Non poteva mancare la proposizione dei capolavori di Annibale Brugnoli in Palazzo Graziani: opere potenti in termini di dimensioni, di qualità della rappresentazione, di significato orgogliosamente identitario.

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