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Concorsi, appalti nella sanità, ambiente e giustizia lumaca: la carica dei 1.000 davanti al Tribunale amministrativo regionale

Inaugurazione dell'anno giudiziario del Tar, il presidente Potenza: "Nonostante la carenza di personale abbiamo ridotto ancor di più l'arretrato, ma con le attuali forze non garantiamo per il futuro"

Cresce il contenzioso davanti al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria e se non arrivano rinforzi non si potrà più garantire lo smaltimento degll’arretrato. È quanto ha detto Raffaele Potenza, presidente del Tar dell’Umbria in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario: “Nonostante la carenza di organico, il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria riesce ancora ad abbattere l’arretrato, ma con sempre maggiori difficoltà e un’intensità nei numeri diminuita. Entro il mese di giugno di quest’anno, infine, saranno conclusi tutti i ricorsi depositati prima del 2017”.

Ecco i numeri del Tar dell’Umbria per il 2019: sono stati introdotti 999 ricorsi, con un incremento formale delle liti, quantificabile nel 53% rispetto all’anno precedente. Si litiga per le “materie più spinose” ha detto il presidente Potenza, dalle questioni ambientali ai concorsi pubblici, dagli appalti e forniture all’applicazione della legge Pinto (cioè la giustizia lumaca), dagli abusi edilizi alla geografia delle farmacie, dalla revoca del porto d’armi ai provvedimenti di pubblica sicurezza (Daspo, espulsioni e patenti di guida).

Dai 999 ricorsi ne possono essere sottratti 653 cosiddetti ripetitivi (proprio i giudizi di ottemperanza della legge Pinto “che comunque bisogna leggere e motivare” ha proseguito il presidente Potenza), più che raddoppiati (653) rispetto ai 316 proposti nel 2018. Tolti questi procedimenti il numero netto effettivo per il 2019 è di 346 nuove richieste di giustizia, che equivale ad + 3,28%.

Sono stati emessi 650 provvedimenti collegiali, di cui 408 nel merito delle questioni controverse e 242 che hanno posto fine al giudizio di primo grado per ragioni processuali (giurisdizione, cessata materia, inammissibilità, tardività, improcedibilità). Di queste sentenze, 149 hanno deciso ricorsi dell’anno appena trascorso e 65 ricorsi per ottemperanza in materia di legge Pinto. Tra le sentenze di merito prevalgono di gran lunga gli accoglimenti (296) rispetto ai rigetti (112). Altri 123 ricorsi sono stati trattati con decreto decisorio, portando il numero finale dei procedimenti definiti a 773, contro i 738 decisi nel 2018.

“I numeri del Tar ci dicono che pur a fronte della scarsità di forze, tra magistrati e personale, riduciamo l’arretrato, ma in maniera meno intensa del passato (sono 1.486 i ricorsi pendenti), e ci troviamo di fronte all’aumento del contenzioso – ha affermato il presidente Potenza - Le materie del contenzioso sono le più spinose, dalla sanità all’ambiente, l’Università e diversi contenziosi interni su concorsi e carriere e l’Asl. Capitolo a parte gli appalti di servizi, appalti e forniture. Al momento non abbiamo ricorsi legati all’inchiesta penale sulla sanità regionale”.

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