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Lo studente perugino in Erasmus a Bruxelles: "Così la città reagisce all'orrore degli attentati"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un giovane studente universitario perugino che si trova in Erasmus a Bruxelles: "Leggendo quelle notizie mi sarei aspettato un centro vuoto o quasi, ma i Belgi, mi hanno ancora una volta dimostrato che sono proprio popolo fantastico"

di Vincenzo Di Lisa, studente dell'Università di Perugia in Erasmus a Bruxelles

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Oggi 22 marzo 2016 mi sono svegliato leggendo i notiziari che scrivono di un attacco all'aeroporto e una alla metro e in casa eravamo (coabito con due ragazze una belga e una francese) con una strana aria ma, affacciandoci al balcone, guardiamo che in centro la situazione era tranquilla. Leggendo quelle notizie mi sarei aspettato un centro vuoto o quasi, ma i Belgi, mi hanno ancora una volta dimostrato che sono proprio popolo fantastico.

Il centro, è si presidiato da un alto numero di poliziotti, ma è anche pieno di persone che non potendo usufruire della metropolitana di Bruxelles, hanno deciso di muoversi a piedi, rendendolo ancora vivo. Guardandomi bene intorno ho notato che il centro era l'esatto opposto di quello che avevo pensato. In molti fanno caso alle sirene della polizia ma tutti continuano ad andare avanti.

A la Bourse c'erano candele e fiori commemorativi oltre ad un gran numero di scritte e disegni realizzati sull'asfalto. Non so se il popolo belga non ha paura o far finta di non avercene ma è un'ottima risposta a tutto ciò che è successo questa mattina.

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