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Anoressia e bulimia: "Sostegno all'associazione il Pellicano, che aiuta da anni i malati in umbria"

"E' necessario un servizio strutturato in grado di dare una risposta di qualità a chi ha problemi di anoressia, bulimia e delle altre patologie che rientrano nella classificazione dei Disturbi del comportamento alimentare"

Solo nella nostra Regione, i mali oscuri dell'anima, che colpiscono circa 10mila pazienti e che riguardano le patologie legate al comportamento alimentare (anoressia e bulimia) ad oggi può contare anche sul lavoro ed il servizio offerto dall'associazione Onlus  II Pellicano, attiva sul territorio da anni. Un servizio importante anche per i tanti giovani che risiedono nella nostre regione.

Per garantire il futuro del servizio, è stato presentato un ordine del giorno a firma dei consiglieri comunali Carlo Castori (FI) e Tommaso Bori (PD)  in cui chiedono all’amministrazione di garantire "stabilità e continuità al servizio della Associazione ONLUS Il Pellicano" per la cura dei disturbi del comportamento alimentare, da un lato "promuovendone l’attività presso Regione e Asl, dall’altro, garantendo direttamente, nell’ambito del ruolo del Comune quale Autorità sanitaria locale, un servizio indispensabile per una patologia complessa e diffusa, soprattutto tra le giovani donne".

"Nel grande bacino socio-sanitario di Perugia, Capoluogo di Regione-continuano i consiglieri- è necessario un servizio strutturato in grado di dare una risposta di qualità a chi ha problemi di anoressia, bulimia e delle altre patologie che rientrano nella classificazione dei Disturbi del comportamento alimentare.Nel panorama internazionale, nazionale e regionale negli ultimi anni sono state approntate strutture volte alla cura di queste patologie.  Nella nostra Regione operano da tempo strutture residenziali, semi-residenziali e ambulatoriali, che si fanno carico della complessità del problema".

Il Pellicano opera in convenzione con l’Asl n.2, l’Azienda ospedaliera di Perugia e con la Facoltà di Medicina dell’Ateneo perugino e, nonostante le note difficoltà finanziarie e organizzative in cui operano oggi i servizi sanitari, è stata in grado di rispondere in modo adeguato alle tantissime richieste di sostegno terapeutico grazie all’importante contributo di volontari. In collaborazione con altri Enti ed Associazioni laiche e religiose ha portato avanti nel corso degli anni progetti di studio, ricerche e progetti di sensibilizzazione e informazione nell’ambito dei disordini alimentari e del peso. 

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