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Come uscire dall'inferno, donato il primo prestito d'onore a una donna vittima di violenze

A compiere l'importantissimo gesto è stata l'Associazione Libertas Margot. Adesso la donna ha potuto ritrovare un po' di serenità

L’Associazione Libertas Margot ha concesso nei giorni scorsi il primo prestito d’onore a una donna vittima di violenza di genere. La somma, 1.700 euro, che l’associazione aveva raccolto attraverso iniziative di solidarietà e culturali, è stata consegnata a una signora, originaria del Nord Africa, che aveva denunciato il marito violento che, per l’ennesima volta l’aveva picchiata. La signora, madre di quattro figli, si era rivolta in questura per denunciare il marito, dimostrando determinazione nel voler interrompere il rapporto durante il quale, più volte, aveva dovuto subire comportamenti violenti, presentando anche le denunce già effettuate e i certificati medici precedenti. Inoltre aveva accettato di entrare al Centro antiviolenza di Perugia e di non fare più rientro a casa. Il Centro l’aveva accolta insieme alla figlia più piccola ma, per regolamento, non poteva accogliere gli altri figli che erano grandi, uno dei quali maggiorenne-Così, separati dal nucleo familiare, venivano ospitati, attraverso l’appoggio dei servizi sociali, in ostelli.

La signora, dunque, per ricongiungere il nucleo familiare, in un momento così difficile e traumatico, ha scelto di uscire dal centro antiviolenza e ha trovato una casa in affitto. Si è rivolta all’associazione Libertas Margot per ottenere un prestito d’onore per far fronte alle prime necessità di questa nuova situazione di vita: il pagamento dell’affitto della casa, degli allacci delle bollette, dell’acquisto di beni di prima necessità che erano rimasti nella casa di famiglia, dato che la signora era scappata con i figli e si trovava senza niente, fino a quando il giudice non ha stabilito l’allontanamento del marito dalla casa di famiglia.

La signora ha presentato, oltre alla denuncia, anche il contratto d’affitto e le ricevute delle spese sostenute e si è impegnata a restituire la somma ottenuta in prestito con una rateizzazione concordata a tasso zero, consapevole che quel denaro che lei dovrà restituire andrà nuovamente a costituire un piccolo salvadanaio, un’ancora di salvezza per un’altra donna che si troverà nelle sue condizioni. “La signora aveva le condizioni previste dal regolamento che abbiamo stilato per il prestito d’onore – spiega Emanuele Florindi, legale dell’associazione Libertas Margot – aveva denunciato il marito, aveva un progetto per ricominciare con la sua famiglia e ha anche un lavoro con cui potrà far fronte alla restituzione della somma”.

“Ci rendiamo conto che questo nostro progetto è una goccia nel mare delle difficoltà che tante donne vittime di violenza stanno affrontando – spiega Massimo Pici, segretario dell’associazione Libertas Margot – ma credo che con a concessione di questo prestito abbiamo dato un esempio di quante strade si possono prendere per stare concretamente al fianco delle vittime di violenza di genere, facendo anche rete con le associazioni e i servizi sul territorio. La cifra che abbiamo potuto erogare è sicuramente un piccolo aiuto, ma è stata anche un’ancora di salvezza per una famiglia che stava attraversando un momento drammatico e che dovrà ancora lavorare molto per ritrovare un equilibrio e un nuovo percorso di vita. Non possiamo che ringraziare le associazioni e le istituzioni che ci hanno aiutato a costituire il “salvadanaio” che abbiamo aperto per questa famiglia: l’associazione Creattività, il Conservatorio d musica di Perugia, il Coro Aurora e Città di Bastia, l’università degli Studi di Perugia, le imprese che ci hanno sostenuto, l’associazione Iacact, con cui abbiamo girato uno spot proprio sul tema della violenza economica”.

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