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Dal "covo" dei predoni del rame continua a saltare fuori refurtiva: c'è di tutto

Dopo i 6 arresti dei carabinieri di Assisi ritrovati compressori, idropulitrici, smerigliatrici, estintori, generatori di corrente e moltissimi altri utensili per l'edilizia sulla cui provenienza gli inquirenti stanno ancora cercando di fare chiarezza

A volte basta scavare. E salta fuori di tutto. La notte del 4 febbraio i carabinieri di Assisi hanno arrestato in flagranza di reato sei persone, quattro italiani e due romeni, responsabili a vario titolo del furto di circa dieci quintali di rame in una cava di inerti di Umbertide e della ricettazione di materiale per edilizia trafugato in alcune ditte che operano nel settore.

Da allora gli accertamenti degli uomini dell’Arma sono continuati a spron battuto, di concerto con le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Perugia. Alle prime luci dell’alba di giovedì 19 febbraio sono scattate le perquisizioni domiciliari a carico di due degli arrestati. Così i carabinieri hanno rinvenuto altra refurtiva.

Compressori, idropulitrici, smerigliatrici, estintori, generatori di corrente e moltissimi altri  utensili per l’edilizia sulla cui provenienza  gli inquirenti stanno ancora cercando di fare chiarezza. Oltre a ciò, fanno sapere i vertici dell’Arma, anche due pistole ad aria compressa una delle quali “modificata” e quindi illegalmente detenuta. Ma c’è dell’altro: i militari hanno rinvenuto anche del pavimento in parquet trafugato, sembrerebbe, da alcuni appartamenti in costruzione.

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