Promessi Sposi in salsa umbra: salvano la loro unione e fanno condannare i parenti-serpenti

Alla fine, dopo la ripetuta serie di minacce ed aggressione, per la coppia non è restato che presentate una lunga serie di denunce che hanno permesso di aprire un processo a carico dei vicini/parenti. La famiglia è stata difesa dall'avvocato Delfo Berretti.

Ventimila euro di risarcimento danni, sette mesi di carcere per la mamma, un anno per il figlio e 400 euro di multa per i restanti componenti della “tremenda” famiglia: e cioè padre e figlio. L'amaro verdetto è stato emesso oggi dopo una breve camera di consiglio e anni di tribolazione per i parenti dei quattro condannati che, con fare persecutorio, avevano deciso di dare la “caccia” alla moglie del fratello ed ai poveri figli.

Tutto era nato da quell'unione mai stata accettata. Troppa differenza d'età, ma soprattutto il sospetto che quell'intenso amore potesse essere nato per secondi interessi, molto meno nobili e sicuramente molto più materiali. La storia era comunque continuata, nonostante l'uomo venisse costantemente osteggiato dalla sua famiglia. Alla fine i due, contro tutto e tutti, avevano deciso di convolare a nozze e dare alla luce ben due bambini. Tutto sembrava essere perfetto, fino a quando i parenti, peraltro vicini di casa, non hanno iniziato a minacciare la donna e stalkerizzare l'intera famiglia.

In un episodio particolare, come si legge negli atti di denuncia presentati dalla donna, il vicino e parente del marito “si è scagliato contro il figlio di soli 5 anni, minacciandolo con una cazzuola da muratore, di tutto ciò ne sono stati testimoni diverse persone. Conseguentemente all'aggressione il piccolo aveva subito una grave di crisi di pianto che costringeva i genitori ad accompagnarlo al pronto soccorso dell'ospedale di Assisi dove gli diagnosticavano una grave crisi di panico”.

A fare le spese della follia degli zii, anche la donna. “Sono stata più volte minacciata – spiega sempre nella denuncia mi urlavano frasi del tipo 'Puttana ti mando a Parigi tutto scarabocchiata' o 'Sudici mongoli'”. Ma non solo perché in un'occasione particolare sarebbe stata aggredita a calci e pugni fuori da casa sua. Ad essere presi di mira anche gli amici della coppia. La vittima, stando al suo racconto, sarebbe stata “raggiunta da minacce” per aver tentato di aprire il cancello a un conoscente.

Alla fine, dopo la ripetuta serie di minacce ed aggressione, per la coppia non è restato che presentate la lunga serie di denunce che hanno permesso di aprire un processo a carico dei vicini/parenti. La famiglia, devastata dal terrore, è stata difesa dall'avvocato Delfo Berretti.

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