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Da tutta Italia ad Assisi contro il biogas e le biomasse: è la marcia per il "Creato"

L'appuntamento di Assisi rappresenta una tappa importante nella crescita di un movimento spontaneo contro la corsa alla realizzazione di centrali a biomasse e biogas, all'eolico selvaggio, all'incenerimento dei rifiuti. Adesioni da tutta Italia

Il 18 maggio si terrà ad Assisi, nella città di Francesco, la seconda Marcia per la salvaguardia della salute, per l'aria, il cibo, l'acqua, la terra che avrà per tema principale l'opposizione alla proliferazione degli impianti a biomasse e biogas individuata come minaccia attuale, insidiosa e diffusa capillarmente sul territorio.
 
L'appuntamento di Assisi rappresenta una tappa importante nella crescita di un movimento spontaneo contro la corsa alla realizzazione di centrali a biomasse e biogas, all'eolico selvaggio, all'incenerimento dei rifiuti, al persistente massiccio utilizzo di pesticidi e altre forme vecchie e nuove di nocività ambientale. In Umbria si ritroveranno comitati provenienti da tutta Italia uniti dall'obiettivo di proteggere l'ambiente, la salute, l'agricoltura anche dalle speculazioni della “green economy”.
 
"La crescita senza regole - si legge nella nota degli organizzatori - di impianti a biomasse e al biogas rappresenta oggi una delle principali emergenze sul fronte della tutela della salute e dell'ambiente. Contrastarla significa agire a llo snodo dei principali problemi ecologici e sociali del nostro tempo: quello della gestione dei rifiuti (che con le biogas e le biomasse assume la dimensione di uno smaltimento diffuso e incontrollabile), della qualità dell'aria (compromessa da nuove fonti di combustione diretta e indiretta), della qualità e della sicurezza alimentare (minacciata dalla concorrenza drogata delle agri-energie e dalla ulteriore sottrazione di superfici destinate alla produzione di cibo) e dello spreco alimentare".

"La proliferazione degli impianti a biogas e biomasse - continua la nota - , sostenuta da super-incentivi, è senza freni. Si adatta spregiudicatamente alla rimodulazione delle tariffe per spuntare profitti speculativi strumentalizzando e distorcendo concetti nati per promuovere la sostenibilità:“filiera corta”, “rinnovabilità”, “cogenerazione”. La prospettiva di guadagno elevato e sicuro allenta ogni freno inibitore e si calpestano leggi fondamentali, i diritti alla salute, alla sovranità alimentare, alla sicurezza e al libero esercizio delle attività economiche. Si spingono le amministrazioni locali a scelte contrarie al bene dei cittadini".

Da oltre 2 anni i comitati Terre Nostre di tutta Italia hanno maturato l'idea di una iniziativa pubblica ad Assisi. Gli obiettivi della manifestazione e la natura dei Comitati trovano una corrispondenza immediata e al tempo stesso profonda con la città di Francesco e il suo insegnamento che incita alla salvaguardia del creato.
 
Gli obiettivi della marcia sono semplici: richiamare l'attenzione di una classe politica (ma anche di media nazionali) molto “distratti” rispetto a problemi che, pur senza la drammaticità di situazioni come l'Ilva di Taranto, assumono nel loro insieme – a causa di un impatto “diluito” su quasi tutto il paese – un peso non minore creando uno stillicidio di situazioni di conflitto che azzera la residua fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche locali e centrali.

I comitati hanno anche un loro manifesto per la tutale ambientale:
 
· Un drastico ridimensionamento degli incentivi per la produzione elettrica da biogas e biomasse destinata alla immissione in rete indipendentemente dalla taglia degli impianti;
· l'applicazione della valutazione ambientale degli effetti cumulativi anche agli impianti di pur ridotta potenza;
· la verifica stringente e su più adeguati criteri dei bilanci energetici e dei criteri di sostenibilità e requisiti di filiera corta delle fonti energetiche utilizzate;
· la verifica dell'impatto sui sistemi agricoli locali e più stringenti criteri di esclusione delle aree di produzioni tipiche, di pregio paesistico, a vulnerabilità ambientale e idraulica;
· la valutazione del bilancio della sostanza organica dei suoli ed esclusione preventiva delle aree caratterizzate da maggior gravità del problema della scarsità di sostanza organica;
· l'esclusione senza eccezioni di impianti a combustione diretta e indiretta delle aree con qualità dell'aria compromessa;
· Il rispetto di distanze dalle abitazioni e dai centri abitati tali da prevenire qualsiasi conseguenza per la sicurezza, la tranquillità e la salute;
· la verifica della compatibilità delle centrali entrate in esercizio rispetto a gravi impatti su salute e ambiente ai fini del loro ridimensionamento, modifica o disattivazione;
. l'inclusione delle centrali a biomassa e biogas nelle "industrie insalubri di prima classe";
· Il reindirizzo delle risorse verso la ricerca e la sperimentazione nel campo dello sfruttamento delle autentiche energie rinnovabili e verso l'incentivazione capillare degli interventi pe r il risparmio energetico e la riduzione di energia e materia.

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