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Falsi certificati medici e caffè in orario d'ufficio, i "furbetti" del cartellino nel mirino della Procura contabile

C'è anche la dipendente che usufruiva di permessi per assistere la suocera malata, ma non era vero. Ingiusto profitto e danno d'immagine, le contestazioni

I “furbetti” del cartellino finiscono nel mirino della Procura regionale della Corte dei conti. In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario il procuratore Rosa Francaviglia ha reso note le inchieste che hanno riguardato dipendenti pubblici che con il loro comportamento avrebbero arrecato un danno all’ente di appartenenza.

Le ipotesi di “assenteismo fraudolento” hanno riguardato un assistente capo della Polizia penitenziaria “il quale, al fine di giustificare numerose assenze dal servizio, ha ripetutamente fornito all’amministrazione di appartenenza delle copie fotostatiche di certificati medici risultati contraffatti e riprodotti sulla scorta di alcuni precedenti originali rilasciati dal proprio medico curante, a fronte di reali patologie riscontrate a suo tempo”. In questo caso si configura un danno patrimoniale “da retribuzioni indebitamente percette”.

Sei dipendenti comunali sono stati citati in giudizio per essersi allontanati “dal luogo di lavoro per scopi ed interessi privati senza giustificazione, omettendo di timbrare in uscita” e facendo “timbrature per conto degli altri colleghi, nonché fruivano di quelle fatte dai colleghi, oltre a frequentare quotidianamente un bar in orario di servizio”. In questo caso oltre al “danno patrimoniale emergente da retribuzioni indebitamente percepite” c’è anche la contestazione del “danno all’immagine”.

Una dipendente comunale avrebbe avanzato al “datore di lavoro richiesta di congedo per motivi familiari” con una falsa indicazione “di essere convivente nella residenza con la suocera”, usufruendo di “79 giorni di congedo in modalità frazionata”, ma che la dipendente non avrebbe utilizzato per assistere la suocera disabile, procurandosi così “l'ingiusto profitto rappresentato dall'assenza dal servizio, dalla percezione delle relative indennità economiche corrispondenti all'ultima retribuzione, nonché della copertura della contribuzione figurativa valutabile ai fini dell'anzianità di servizio per i periodi autorizzati, con conseguente danno arrecato al Comune”.

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