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Assenteismo: certificati medici fotocopiati per non andare al lavoro, condannato agente della Penitenziaria

Sentenza della Corte dei conti: l'uomo deve risarcire il ministero della Giustizia di 27 giornate lavorative, pari a 1.900 euro

Resta a casa per 27 giorni grazie a certificati medici falsi, condannato a ripagare il ministero della Giustizia.

La Procura contabile dell’Umbria ha citato in giudizio un agente della Polizia penitenziaria in servizio in un carcere umbro, “per sentirlo condannare al pagamento di 1.908,88 euro, oltre interessi, rivalutazione e spese di giudizio, in favore del Ministero della giustizia – dipartimento dell’amministrazione penitenziaria”. Secondo i magistrati “avrebbe, in una serie di occasioni, attestato falsamente la propria malattia falsificando i certificati medici (in tutto si è trattato di 27 giornate lavorative)”.

L’uomo, per sua stessa ammissione, avrebbe presentato delle fotocopie dei certificati medici “di più originali ai quali” avrebbe “cambiato soltanto la data ed in alcuni casi i giorni di prognosi”. Nel corso di un lungo interrogatorio l’agente della penitenziaria ha ammesso di aver compiuto l’illecito perché si trovava in una fase di “disagio di carattere psichico” ed era in cura per “un abuso di sostanze alcooliche”, dichiarandosi “assolutamente disponibile a risarcire l’amministrazione per il danno erariale cagionato” e scagionando il medici di famiglia che “non era assolutamente a conoscenza delle mie iniziative”.

I giudici contabili hanno ritenuto “correttamente determinata” la somma di 1.908,88 euro come danno contabile e condannato l’uomo a pagare tale importo, oltre alle spese di giudizio per 370,60 euro.

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