Cronaca Bastia Umbra

Cene e balli senza mascherine, il Questore chiude locale per 15 giorni e il Tar conferma: "Misure anti Covid non rispettate"

In tre giorni le forze dell'ordine erano intervenuti per risse, assembramenti e feste musicali troppo rumorose. La titolare lamenta un danno economico con la chiusura, ma per i giudici le violazioni sono palesi

Tre giorni di fila con violazioni della normativa anti Covid su assembramenti, mancato utilizzo di mascherine da parte di clienti e personale, serate da ballo e omissione nel controllo del green pass degli avventori.

Il Questore di Perugia ha avuto la mano pesante nei confronti di un locale nella provincia di Perugia, a Bastia Umbra, chiudendolo per 15 giorni dopo aver accertato il non rispetto delle normative anti Covid per il mancato controllo dei Green pass, ma anche per avere consentito che centinaia di persone ballassero all'interno “in assoluta violazione delle norme di sicurezza a tutela della salute pubblica”.

Sabato 7 agosto il personale del commissariato di Assisi e della divisione di polizia amministrativa della questura di Perugia ha notificato a un locale di Bastia Umbra un ordine di chiusura per quindici giorni, sospendendo l'autorizzazione per l'esercizio dell'attività di pubblici spettacoli e pubblica somministrazione di cibo e bevande. Quattro gli episodi, tra il 17 e il 19 luglio, che hanno portato al provvedimento del Questore, eseguito dagli agenti agli ordini del vicequestore aggiunto Francesca Domenica Di Luca: durante una cena organizzata per centinaia di persone, in molte sprovviste di mascherina, tantissime intente a ballare in violazione della normativa in materia. Poche ore dopo erano intervenuti i carabinieri guidati dal tenente colonnello Marco Vetrulli per una rissa. All’interno del locale un assembramento di giovani che ballavano. E nuova multa.

Contro le multe e la chiusura per 15 giorni la titolare del locale, assistita dall’avvocato Giuseppe Caforio, ha presentato un ricorso al Tribunale amministrativo chiedendo l'annullamento del provvedimento o la sospensione dello stesso fino alla discussione davanti ai giudici amministrativi per poter riaprire l’attività, lamentando un “danno paventato, costituito dalla inattività del locale, ha natura economica riparabile in caso di fondatezza nel merito delle azioni proposte innanzi a questo giudice, con conseguente venir meno ex tunc degli effetti dei provvedimenti impugnati”.

Per i giudici amministrativi, però, “non sussistono pertanto entrambi i presupposti che permettono di non attendere l’esame collegiale della domanda cautelare” ed è necessario considerare “sotto il correlato profilo della tutela del pubblico interesse, l’urgente necessità di esercitare i poteri conferiti dalla legge al fine di prevenire e fronteggiare l’espandersi del contagio da Covid-19”. Per questo motivo l’istanza di sospensione cautelare viene respinta e fissata l’udienza di discussione al 3 settembre 2021.

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