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Cronaca

Il "popolo perbene" di Piazza Grimana urla la propria rabbia: "Dal 2000 tante parole, pochi fatti"

La parola passa a chi ha dato forza ad un'assemblea di popolo sulla sicurezza che il 2 settembre a Piazza Grimana ha voluto lanciare dei segnali forti alle istituzioni non solo per il centro ma per tutta la città. Il "sindaco" cioccolatiere e l'anziano che commuove la piazza

La Perugia che rischia di morire (tra spaccio, clandestini e degrado) prende una boccata d'ossigeno, cerca soluzioni, idee, colpe, cerca di trovare un pensiero comune da trasmettere alla politica e alle istituzioni per ridare a Piazza Grimana ma anche a tutte le aree della città una giusta sicurezza. L'assemblea cittadina convocata ieri sera dai comitati di quartiere della zona e dal comitato 'Perugia non è la capitale della droga' è stato un successo di presenze, più di 600 i cittadini che vi hanno preso parte tra organizzatori, commercianti, istituzioni, residenti e perugini di ogni parte della città.

Difficilmente chi ha partecipato dimenticherà ieri sera, soprattutto l'intervento di Giordano Mangano, il 'cioccolataio' dell'angolo, che senza troppi timori tira fuori un discorso che aveva nella propria testa e nel cuore da 13 anni. L'artigiano del cioccolato ne ha per tutti, sia quando con aria familiare si rivolge al sindaco ponendogli davanti evidenze inopinabili: "Nel 2000 fu prodotto un documento - sottolinea - era un elenco di idee e azioni da attuare nel centro storico, nessuna di queste cose è stata fatta". Sia quando Mangano in maniera diretta s'interroga sul secondo mandato di Locchi e sull'incapacità di attuare azioni concrete, a quel punto per Mangano arriva anche chi lo acclama a futuro sindaco.

La prima persona a prendere la parola è stata però Donatella Panicale, commerciante di zona e una delle promotrici dell'iniziativa. Il suo è un intervento sentito e penetrante: "Questa iniziativa nasce dalla disperazione - dice strappando applausi liberatori - Credetemi non siamo più in grado di andare avanti, non possiamo più sopportare le minacce e chi ci invita a voltarci e non guardare, siamo disperati". I destinatari della signora Panicale ci sono tutti: la politica, le forze dell'ordine, gli amministratori. Fischiati e poco applauditi così come il sindaco anche il neo-prefetto Antonio Reppucci che dopo essersi presentato per la prima volta in pubblico alla città siede sul palchetto e ascolta con molta attenzione la disperazione della piazza.

Poi è il turno del dott. Vitali, il farmacista che non ha mai voluto abbandonare la sua amata Piazza Grimana, tra i più attivi nel metter su l'assemblea. La sua rabbia è evidente e il suo pensiero è preciso: "Togliere lo spaccio e il degrado dal centro che è il biglietto di visita per il turismo e per i tanti studenti universitari che rappresentano una grande risorsa culturale ed economica per la città". 

Piazza Grimana, gli stati generali sulla sicurezza in centro

Poi è la volta di Osvaldo Peccini, un settantenne nato e cresciuto in una via di corso Garibaldi che commosso auspica una riqualificazione della zona: "Caro Sindaco riportiamo le famiglie. vada dal Ministero della Difesa e si faccia dare subito i locali inutilizzati della caserma di Corso Garibaldi. E se non ce li danno allora li occupiamo: servono anche per migliorare l'accoglienza dell'Università per Stranieri". Riqualificazione anche  per il presidente di 'Vivi il Borgo' Franco Mezzanotte che non pretende altro che azioni: "Non importa se il gatto è nero o bianco, l'importante e che catturi il topo". Chissà se la politica sarà matura per non dare importanza ai colori ma solo al risultato? Residenti e commercianti lo sperano...

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