Sicurezza sul lavoro, assemblea a San Sisto: "In Umbria numeri da guerra"

L'incontro, tenutosi al Teatro Brecht e organizzato da Cgil, Cisl e Uil, ha visto andare in scena anche lo spettacolo teatrale 'Lavoro, sicurezza e vita: un viaggio tra storia e attualità'

Una fase dell'assemblea tenutasi al Teatro Brecht

Si è tenuta nella mattinata di martedì 6 dicembre, presso il Teatro Comunale Bertold Brecht di San Sisto, l’assemblea regionale dei Rls e Rlst dell’Umbria, organizzata da Cgil, Cisl e Uil regionali insieme con il Comitato regionale di coordinamento (Crc) dell'Inail e la direzione regionale Inail Umbria. Ad aprire i lavori la presentazione di Tullio Gualtieri, direttore Inail Umbria, che ha preceduto l’intervento di Giuseppe Siniscalchi, coordinatore Crc Inail Umbria. L’iniziativa è poi proseguita con uno spettacolo teatrale dal titolo “Lavoro, sicurezza e vita: un viaggio tra storia e attualità” e con la tavola rotonda finale alla quale sono intervenuti Stefano Garzuglia, Rls Ast Terni, Mario Paolini, Rlst settore costruzioni, Sabatino Chelli, direzione regionale del lavoro, Franco Tomassoni, assessore sanità regione Umbria, Federico Biagioli, Cpt settore edilizia, Vasco Cajarelli, Cpra settore artigianato e Fulvio Giacomassi, segretario nazionale Cisl. A coordinare il tutto il giornalista Fabrizio Ricci.

“Le cifre relative agli infortuni sul lavoro - ha esordito nella sua presentazione Gualtieri - sono ancora importanti e meritano un’attenta riflessione. Nei giorni scorsi - ha ricordato - le così dette morti bianche nella nostra regione sono arrivate a venti, un dato inaccettabile”. Si tratta di numeri che Siniscalchi ha definito da guerra. “I lavoratori non devono uscire di casa per andare in battaglia - ha attaccato - e le mogli, così come le mamme, non possono vivere col terrore di non veder ritornare a casa i propri mariti o figli”.

Se pur nelle tante, e purtroppo costanti, tragedie sul lavoro non ci sia niente di spettacolare, il tema è stato, inoltre, affrontato attraverso una toccante rappresentazione teatrale, accompagnata dalla proiezione di alcune tragiche testimonianze: il racconto di Giuliano che, dopo aver perso l’uso delle gambe a causa di un incidente nel lavoro, ha trovato la forza per cominciare una ‘nuova’ vita con l’aiuto della propria famiglia;  o quello di Marino che, invece, mentre lavorava ha perso una mano e con orgoglio si è rialzato e dedicato ad un altro mestiere; e ancora Rita, a raccontare di un marito che non c’è più.

“L’incidente della Thyssen di Torino - ha spiegato Garzuglia - ha cambiato in azienda il modo di guardare alla sicurezza nel lavoro. Adesso c’è molta più attenzione nel coinvolgere le RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza). Garzuglia ha posto poi l’accento sull’importanza della figura del RLS di Sito, che risponde a esigenze che insorgono in particolari situazioni, ossia quando si verifica un’interferenza delle lavorazioni: “Nel momento in cui si intersecano più lavori - ha affermato - come accade in fasi di manutenzione straordinaria, questo tipo di rappresentante riesce a risolvere determinate problematiche”. La sicurezza rappresenta certamente un costo, quindi, è facile parlarne ma altrettanto difficile realizzarla. Ne è consapevole Paolini che, con forza, ha voluto denunciare una preoccupante realtà. “In Italia molto spesso - ha rivelato - i rappresentanti dei lavoratori sono legati da una parentela con il datore di lavoro”. Cosa ancor più incredibile è il fatto che non esiste nessuna legge che possa regolamentare tale assurda contiguità.  “E’ necessaria - ha poi aggiunto - una normativa che intervenga su queste incompatibilità che si creano nelle nomine delle RSL”.

Gli infortuni e le morti sul lavoro, la maggior parte delle volte, vengono tradotti col termine incidente. Niente di più sbagliato visto che spesso e volentieri si tratta di episodi che non hanno nulla a che vedere con la fatalità, ma sono delle conseguenze legate a stati di assoluta insicurezza. “Nel nostro Paese, dunque anche in Umbria - ha dichiarato Cajarelli - i giovani e gli immigrati vengono inseriti nel mondo del lavoro senza nessun tipo di formazione. Questa è una situazione di assoluta precarietà, il peggior nemico della sicurezza e della prevenzione. Oggi è molto in voga la parola spread, per indicare la differenza tra i titoli di stato tedeschi e quelli italiani, - ha aggiunto - ma bisognerebbe parlare anche del differenziale non economico, cioè quello inerente la sicurezza sul lavoro: la Germania, nonostante abbia molti più abitanti dell’Italia, presenta, infatti, la metà degli incidenti sul lavoro”. Un modo, quello di Cajarelli, per spiegare quanto sia importante investire nella sicurezza, anche attraverso l’innovazione (piani hi-tech) che non deve essere, quindi, legata esclusivamente al prodotto.

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L’ultima questione trattata, ma non la meno importante, è quella relativa alla salute. I partecipanti alla discussione hanno, infatti, fatto notare come in Italia non si faccia nessuna distinzione tra gli operai ed altri lavoratori che svolgono la loro occupazione in un comodo ufficio. I primi sono esposti quotidianamente alle intemperie, vedi i muratori; o costretti a lavorare ad altissime temperature, come nel caso dei così detti fornaioli di alcune fabbriche; altri addirittura operano a contatto con svariati materiali. In conclusione, risulta urgente dare assoluta priorità a quanto detto a margine dell'iniziativa sindacale. Perché il benessere, la sicurezza, come la prevenzione e, di conseguenza, la salute dovrebbero essere componenti centrali in una Repubblica fondata sul Lavoro.

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