Cronaca

Vende online un quadro rubato in chiesa 22 anni fa, denunciato antiquario di Foligno

Il dipinto era stato rubato in provincia di Modena. I militari lo hanno trovato poco prima che venisse spedito all'acquirente in Sicilia

I Carabinieri del Nucelo di tutela del patrimonio culturale di Perugia hanno recuperato un dipinto a olio su tela raffigurante i "Santi Geminiano, Lucia e Apollonia", realizzato da un artista modenese vissuto nel XVII secolo, è lo hanno restituito al parroco della Chiesa di Castelvecchio di Prignano sulla Secchia, in provincia di Modena. Il quadro era stato rubato 22 anni fa e rintracciato dopo che era comparso in un annuncio di vendita online.

L'individuazione e il recupero dell’opera sono avvenuti nell'ambito di un'indagine avviata a gennaio 2020, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pisa, grazie al monitoraggio del mercato online di oggetti d'arte da parte dei Carabinieri Tpc. Nel controllo di alcuni annunci di vendita, i militari del Reparto specializzato dell'Arma hanno individuato l'inserzione di un antico dipinto dalla seguente descrizione: "…Bella pala di indubbia attribuzione Siciliana, con rappresentati i Santi Leone, Lucia e Apollonia, o forse S. Lucia (gli occhi) S. Agata (le tenaglie) e il Vescovo potrebbe essere S. Nicola, in buono stato di conservazione, la tela misura 120X150 ed è corredata da una bacchetta dorata a perimetro…". La tipologia dell’opera pittorica, di chiara natura ecclesiastica-devozionale, le sue dimensioni e le figure religiose rappresentate, hanno allertato i ‘detective dell’arte’, che attraverso la “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, il più completo database di beni rubati esistente al mondo gestito dal Comando TPC, hanno ottenuto il cosiddetto ‘riscontro positivo’. La comparazione con le immagini contenute nella Banca dati ha condotto i militari a un furto avvenuto in provincia di Modena nella notte fra il 6 e il 7 giugno del 1999 ai danni della Chiesa di Santa Maria Assunta di Castelvecchio: i ladri trafugarono tre opere pittoriche seicentesche, temporaneamente collocate nella sacrestia a causa di alcuni lavori di ristrutturazione che stavano interessando l’edificio di culto. Fino al 2006 se ne persero le tracce, quando fu individuata una delle tre tele e sequestrata dai militari del Nucleo Tpc di Monza.

A distanza di ventidue anni è ricomparso un secondo dipinto ed è stato subito emesso un provvedimento di sequestro nei confronti dell’inserzionista identificato attraverso il nickname sull’annuncio di vendita, titolare di un esercizio commerciale d’antiquariato della provincia di Pisa. Nel vedersi notificato l’atto dai Carabinieri, il commerciante si è dimostrato sorpreso, dichiarando di non avere mai trattato né visto il dipinto, confermando però la proprietà del profilo web associato all’annuncio. Un suo conoscente di Pistoia, nonché esperto d’informatica, sentito dai Carabinieri, ha confermato quanto riferito dall’antiquario, ammettendo inoltre di avere inserito l’annuncio di vendita “incriminato” per conto di un amico di Foligno operante nel settore del commercio ambulante di manufatti antichi.

La perquisizione effettuata presso il domicilio di quest’ultimo, un cinquantacinquenne del luogo, ha permesso di individuare il dipinto, già imballato e pronto per essere spedito in Sicilia a un privato acquirente. Il commerciante folignate, così come l’informatico pistoiese, sono stati denunciati per il reato di ricettazione: sono ancora in corso accertamenti da parte dei militari del Nucleo perugino per ricostruire l’intera filiera e individuare eventuali altri soggetti coinvolti.

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