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Una collezione unica da non dimenticare: il Museo archeologico dell'Umbria chiede aiuto

Il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria ha un tesoro, amato da antichisti e antropologi, ma non lo si può apprezzare come merita

Il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria ha un tesoro, amato da antichisti e antropologi, ma non lo si può apprezzare come merita. Il Museo dentro San Domenico ospita, in una specifica sala, la più grande collezione europea di amuleti antichi e moderni. Si tratta di un'organica raccolta di oggetti terapeutici e strumenti magico-religiosi, prodotti e utilizzati all'interno della fascia folcrorica italiana. Il merito di averli raccolti, e donati, spetta a Giuseppe Bellucci (1844-1921), naturalista ed antropologo, protagonista nella grande stagione del Positivismo. Bellucci ha dedicato a questo settore un'attenzione organica e competente, provvedendo alla ricerca, quindi alla raccolta e alla catalogazione dei materiali. L'esposizione riveste un notevole interesse culturale, dovuto alla rarità degli oggetti e alla valenza terapeutica assegnata loro dai ceti popolari in un periodo ancora non medicalizzato.

Insomma: questi materiali sono veramente “prodigiosi” in quanto depositari di una storia di presunte guarigioni, legate alle convinzioni popolari, prescindendo completamente dall’effettiva valenza terapeutica degli oggetti. “Miracolosi”, in quanto i soggetti si sono loro affidati in una prospettiva fideistica.

Qual è, al momento, lo stato dell’arte dell’aspetto espositivo?, chiediamo alla responsabile del museo, la nota archeologa Luana cenciaioli.

“I materiali godono di un buono stato di conservazione, ma le attuali condizioni espositive non consentono una corretta fruizione, soprattutto in termini di illuminazione”.

Si tratta di materiali veramente preziosi?

“C’è da dire che l'esposizione è particolarmente apprezzata da studiosi italiani e stranieri. Per non parlare dell’aspetto pedagogico, in quanto  il materiale rappresenta un eccellente strumento didattico, fondamentale per avvicinare le giovani generazioni alla conoscenza del mondo popolare tradizionale”.

Quali le necessità?

“Per un’adeguata illuminazione, occorrono non più di 9500 euro, reperibili anche attraverso le procedure dell’Art Bonus, con defiscalizzazione fino al 65% delle somme erogate”.

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