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Più di mezzo quintale di marijuana per il mercato di Perugia, blitz della Mobile: quattro arresti

Il carico di droga viene intercettato dalla Squadra Mobile di Perugia - con collaborazione con quella di Bologna - e quattro persone finiscono arrestate in flagranza di reato

Mezzo quintale di marijuana per il mercato della droga di Perugia. Ma il carico di droga viene intercettato dalla Squadra Mobile di Perugia - con collaborazione con quella di Bologna – e quattro persone finiscono arrestate in flagranza di reato.

Tutto comincia quando alla polizia di Perugia “arriva da Bologna la notizia  dell’ipotetica organizzazione di un trasporto di un ingente quantitativo di marijuana diretta a Perugia, per la precisione a Ponte Felcino, dalla Puglia per il rifornimento della piazza di spaccio”. Così gli agenti battono il territorio palmo a palmo, la E45 e la zona di Ponte Felcino. E fanno Bingo. Nel parcheggio di un supermercato della frazione di Perugia arriva un'auto “presa a noleggio nella provincia di Brindisi”, spiega la Squadra Mobile. Il conducente incontra altre tre persone a bordo di un’altra auto, “anche in questo caso intestata ad una donna brindisina”.  

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Spiega la Mobile: “Le persone nel parcheggio erano  l’acquirente perugino,  il corriere della droga e i due “committenti” del trasporto, che avevano viaggiato a qualche chilometro di distanza dal corriere, facendogli da “staffetta” e contattando l’acquirente per le trattative”.
Così è scattato il blitz: parcheggio circondato e soggetti bloccati e identificati. All’interno dell’auto del corriere, gli agenti hanno trovato 53 chili di marijuana. Sequestrati anche i cellulari dei quattro fermati. “I rapporti tra i tre uomini ed il corriere - spiega ancora la Mobile – sono stati confermati dai contatti rinvenuti sui loro telefoni cellulari”. I quattro sono stati arrestati e rinchiusi nel carcere di Capanne.

E ancora: “Il presunto acquirente perugino - spiega la Mobile - è in realtà un pluripregiudicato albanese, con gravi precedenti penali in Puglia (per tratta di esseri umani, sfruttamento della prostituzione etc.), già condannato a 5 anni di reclusione per tali reati; il corriere è un pregiudicato di Fasano (Br), ed i “committenti” sono due brindisini, padre e figlio, con gravi precedenti anch’essi per reati vari (in particolare il padre ha un passato nel mondo del contrabbando)”.


 


 

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