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In manette il pusher che riforniva i giovani dell'assisano, dragone tatuato e fiumi di droga

Super operazione degli del Commissariato P.S. di Assisi, coordinati dal Commissario Capo Francesca D. Di Luca, che sono riusciti a manettere in manette un giovanissimo e pericoloso pusher. Il suo nome è 'Giulio'

Era uno dei più noti spacciatori dell’assisano, conosciuto da tutti, soprattutto dai giovanissimi dediti all’uso di sostanze stupefacenti, con il nome di ‘Giulio’. Sulla spalla un tatuato un dragone che ha permesso agli agenti del Commissariato P.S. di Assisi, coordinati dal Commissario Capo Francesca D. Di Luca, di capire immediatamente con chi avessero a che fare.

Sono così finiti in manette, nella serata del 23 maggio, due giovani albanesi residenti a Santa Maria degli Angeli  e già da tempo nel mirino delle forze dell’ordine perché personaggi di spicco nel traffico delle sostanze stupefacenti.

Gli agenti hanno notato i due mentre si allontanavano da un noto locale della zona. Una volta bloccati uno dei due ha consegnato direttamente sulle mani degli agenti un pacchetto di sigarette contenente3 grammi di marjuana. I due sono stati cosi condotti al Commissariato per ulteriori accertamenti

Già da tempo, un lungo e capillare lavoro investigativo basato su diversificate attività informative aveva permesso agli agenti del Commissariato di Assisi di delineare un quadro ben preciso del giro di spaccio  di sostanze stupefacenti tra i ragazzi del territorio di Assisi, Santa Maria degli Angeli e Bastia, riuscendo così a individuare le figure che più di altre hanno assunto rilievo nel giro. Si tratta di giovani ragazzi ai quali i propri coetanei possono rivolgersi in qualsiasi momento della giornata attraverso utenze telefoniche a ciò dedicate per procurarsi droga di qualsiasi tipo per “svoltare” la serata noiosa o prepararsi allo “sballo” del fine settimana.

Giunti in Commissariato, nel corso della perquisizione personale, è bastato vedere sulla spalla di uno dei due giovani albanesi, ventenne, giunto in Italia con un visto per turismo, un tatuaggio ritraente il drago simbolo del proprio Paese l’Albania,  che agli agenti è apparso subito chiaro chi avevano di fronte: uno dei più importanti spacciatori della zona noto nell’ambiente come “Giulio”. Per averne ulteriore conferma, davanti al giovane, gli agenti hanno composto telefonicamente  i numeri di telefono messi sotto intercettazione durante le indagini. Entrambi i telefoni che il giovane ventenne albanese aveva in tasca hanno iniziato a squillare. Non c’erano più dubbi. Il noto spacciatore Giulio era caduto nella rete.

Indosso all’albanese gli agenti hanno ritrovato un mazzo di chiavi che il giovane ha in un primo momento dichiarato essere quello dell’appartamento della propria ragazza con la quale viveva in una frazione del comune di Perugia, niente di più falso dato che gli agenti sono riusciti ad aprire il portone. Solo a quel punto il giovane albanese ha confessato di abitare proprio in quello stabile e di far uso saltuario di sostanze stupefacenti. Sorprendente lo scenario che gli agenti si sono trovati di fronte. La casa era una vera e propria base logistica per svolgere l’attività illecita di cessione di sostanza stupefacente, con tutto il necessario per la preventiva preparazione delle dosi e il reperimento del materiale utilizzabile a tal fine.

Entrati in casa gli agenti hanno trovato 100 grammi circa di marjuana, confezionata in due pacchi di cellophane, all’interno di una giacca ben occultati ben 1600 euro di banconote di vario taglio, stipata all’interno di un tiretto della cucina due involucri di cocaina purissima del peso di circa 20 grammi,  due bilancini di precisione, cartine, coltellino e tutto quanto utile per il confezionamento dello stupefacente.

Sono stati inoltre trovati orologi, macchine fotografiche, un computer portatile, vari monili di cui lo stesso non riusciva a giustificarne la provenienza. Infine sono state scovate all’interno di un mobile della camera svariati bancomat e poste pay, numerosi telefoni cellulari e diverse schede sim utilizzate per un’attività ben organizzata di spaccio.

Nell’appartamento viveva anche un uomo albanese di circa 40 anni, residente ad Assisi, già noto alle forze dell’ordine e con precedenti di polizia specifici, ha pendente infatti una condanna per spaccio di droga a 3 anni di reclusione e al pagamento di 12000 euro di multa. Verso le tre di notte, il personale rimasto sul posto ha notato  sopraggiungere nel parcheggio antistante l’abitazione una autovettura condotta proprio dal secondo inquilino che accertamenti successivi permetteranno di individuare come titolare del contratto di locazione dell’appartamento. Bloccato e perquisito gli sono stati ritrovati in dosso  una cospicua somma di denaro di vario taglio e all’interno della macchina da lui condotta a scovare una mazza da baseball  e un grosso machete. Tratto in arresto per detenzione di sostanze stupefacenti, l’uomo dovrà rispondere anche del reato di ricettazione e possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere.

Ieri, 24 maggio, si è tenuto immediatamente il processo. Il G.I.P ha disposto per il noto Giulio quale unica misura cautelare adeguata quella della custodia in carcere  e per il suo inquilino l’obbligo di dimora nella frazione di Santa Maria degli Angeli con il divieto di uscire dalla propria abitazione dalle ore 21.00 alle ore 7.00 del giorno successivo.

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