La follia, minaccia di morte i poliziotti e i loro figli dicendo di avere un'arma: catturato e spedito in carcere

Già condannato a cinque anni per rapina aggravata e ora agli arresti domiciliari, quando i poliziotti hanno bussato alla sua porta non era in casa. Poi, il giorno dopo, il caos

Per un 29enne assisano si sono aperte le porte del carcere. Già condannato a cinque anni per rapina pluriaggravata, in attesa di giudizio in appello era sottoposto alla misura degli arresti domiciliari nella sua abitazione a Tordandrea, ma quando gli agenti sono andati a fare un controllo, lui a casa non c’era.

Inevitabile, per lui, la denuncia a piede libero per evasione, ma quando i poliziotti sono tornati nell’abitazione del 29enne per redigere gli atti formali, lui avrebbe  perso la testa,  iniziando ad inveire contro di loro. In preda all’ira ha rivolto pesanti minacce di morte  sia verso i poliziotti che nei confronti dei loro figli, anche con l’uso di un’arma che ha dichiarato di avere a disposizione.

Anche a causa del suo atteggiamento gravemente minaccioso, la Corte di Appello di Firenze ha così deciso di revocare la misura cautelare degli arresti domiciliari e di sostituirla con quella in carcere, Gli agenti dell’ufficio Anticrimine del  Commissariato lo hanno così catturato e portato al carcere di Capanne.

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