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Arresti Lorenzetti, la tesi dei magistrati fiorentini: pressioni, favori e autorizzazioni ad hoc

E' di 450 pagine l'ordinanza applicativa di misure cautelari con cui il gip di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, ordina l'applicazione degli arresti domiciliari nei confronti della presidente di Italferr. Ecco tutte le accuse

Nelle 450 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare a carico del presidente di Italferr Maria Rita Lorenzetti ci sono telefonate e sms ascoltati e registrati dagli inquirenti della Procura di Firenze che indaga sulla realizzazione dei cantieri della Tav in Toscana. La Presidente di Italferr è al vertice, secondo i magistrati, di un'associazione a delinquere che non solo si limita a fare pressione per i lavori, pagamenti e autorizzazioni a favore di aziende. Ma addirittura avrebbe fatto preparare la lettera che in teoria doveva invece realizzare, analizzare e firmare in autonomia un'architetto dirigente del ministero delle Infrastrutture che si è limitato a fare da passacarte per assecondare i voleri della presunta associazione a delinquere.

Una missiva fondamentale per attestare che i lavori dell'appalto Tav erano iniziati entro i cinque anni dal rilascio dell'autorizzazione paesaggistica. La presunta "squadra" poteva contare sul geologo Gualtiero Bellomo (detto Walter), del presidente di Nodavia Furio Saraceno, del consulente Alessandro Coletta, di Valerio Lombardi (Italferr) e Aristodemo Busillo (Seli).

 "L'appartenenza alla 'squadra' piu' volte richiamata da Maria Rita Lorenzetti - si evince dall'atto il gip di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti - riporta ad un articolato sistema corruttivo per cui, ognuno nel ruolo al momento ricoperto, provvede all'occorrenza a fornire il proprio apporto per conseguimento del risultato di comune interesse, acquisendo meriti da far contare al momento opportuno per aspirare a piu' prestigiosi incarichi".

La presunta squadra si sarebbe adoperata in tutte le maniere per garantire due società: "la consortile Nodavia e, tramite essa CoopSette (si legge nell'ordinanza)". Da qui la presunta associazione a delinquere "finalizzata ad influire sugli atti adottati dalla pubblica amministrazione, in maniera da superare ogni possibile ostacolo  e intralcio all'obiettivo strategico dell'associazione medesima".

Un grande lavoro che, secondo i magistrati inquirenti, sarebbe servito per poi ottenere favori e consulenti a favore del marito della Presidente Lorenzetti noto professionista con sede a Foligno. Ma su questo punto è stato chiaro l'avvocato Luciano Ghirga: "Non c'è traccia di presunti scambi di favore con le aziende individuate dalla teoria dell'accusa".

L'avvocato ha poi fatto sapere che Maria Rita Lorenzetti da domani non sarà più presidente di Italferr, per la scadenza dell'incarico. "Domani - ha spiegato il legale - è in programma l'approvazione del bilancio dell'Italferr e quindi la Lorenzetti avrebbe naturalmente cessato dal suo incarico. Indipendentemente dall'indagine che l'ha portata agli arresti domiciliari".

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