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Dagli arresti domiciliari al carcere: uscivano per fare "festa" con gli amici

Avevano evitato il carcere, nonostante i precedenti, chiedendo e ottenendo gli arresti domiciliari. Ma in tre non volevano sapere delle regole imposte dalla legge. I Carabinieri li hanno scoperti e arrestati

Gli arresti domiciliari presi come una sorta di vacanza invece che come una pena vera e propria seppur alternativa al carcere. Continua il giro di vita sui furbetti da parte dei Carabinieri di Perugia e Ponte San Giovanni. Ieri - 18 gennaio - sono stati arrestati un 24enne albanese, un 30enne marocchino e un 33enne tunisino, domiciliati a Perugia, nullafacenti, già sottoposti agli arresti domiciliari per reati di spaccio. I mandati di cattura sono stati firmati dal Tribunale di Perugia, a causa  delle ripetute violazioni degli arresti domiciliari. 

Durante i controlli eseguiti in serata nelle loro abitazioni nei quartieri perugini di Villa Pitignano, di Ponte San Giovanni e nella zona di Fontivegge, i tre non sono stati trovati all’interno dei rispettivi appartamenti senza per altro nessuno motivo di salute o di lavoro. Tutti e tre avevano deciso di trascorrere il fine settimana fuori dalla casa per incontrare amici e fare festa con loro. Da qui le segnalazioni alla magistratura che ha ritenuto di dover applicare nei confronti la custodia in carcere. E ora sarà più difficile evadere per una serata con gli amici dalla prigione di Capanne.

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