"Mi ha tappato la bocca e ha minacciato di uccidermi": ecco come aggrediva e pedinava le studentesse il 38enne finito in carcere

Episodi inquietanti, quelli denunciati da almeno tre giovani studentesse. L'indagato avrebbe pedinato anche un bimbo di appena 11 anni

Ha scelto il silenzio davanti al giudice, in sede di interrogatorio di garanzia, il 38enne di origine tedesche finito in carcere con l’accusa di rapina aggravata. Alla presenza del suo legale – l’avvocato Luca Pietrocola – si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma sono gravi le accuse mosse dalla procura nei suoi confronti. Intanto il 38enne è finito in carcere su esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Piercarlo Frabotta, che ha disposto per lui il carcere in quanto soggetto “pericoloso”.

Lunga la scia di precedenti e di condanne – tra cui violenza sessuale, estorsione e reati contro il patrimonio – perpetrati dall’indagato nel corso degli anni, fino agli ultimi episodi nei confronti di almeno tre studentesse, di cui una rapinata sotto la propria abitazione. Ma emergono particolari inquietanti nel modus operandi dell’indagato nei confronti delle sue vittime: tutte giovani donne, “vulnerabili prede”, che lui avrebbe seguito fino a casa.

A novembre di quest’anno il 38enne avrebbe prima preso di mira una giovane studentessa polacca a Perugia. Dopo averle tappato la bocca con una mano, l’avrebbe anche minacciata di morte ripetendole più volte “ti uccido”, poi l’avrebbe spinta e buttata a terra per poi rubarle 50 euro dal portafogli.

Poi è stata la volta di un’altra studentessa: anche lei prima pedinata e poi raggiunta sotto casa. La giovane era andata in centro alla ricerca di una macchinetta per fototessere, quando a un tratto, lungo via Baglioni, l’indagato si sarebbe avvicinato a lei consigliandole di andare a fare le foto al mercato coperto, ma quando stava rientrando a casa, lo stesso le avrebbe domandato: “Ti ricordi di me?”. A quel punto le avrebbe impedito di aprire il portone della propria abitazione, ma la ragazza, terrorizzata da quell’atteggiamento, si sarebbe messa ad urlare fino a metterlo in fuga.

E’ ancora un’altra studentessa straniera che frequenta la nostra Università ad aver riferito alle forze dell’ordine che lo stesso uomo, già riconosciuto dalle altre vittime, l'aveva seguita fino all'ingresso della propria abitazione a Perugia, raggiungela alle spalle proprio mentre stava aprendo la porta di casa. Accortasi della presenza inquientante alle spalle, sarebbe corsa in strada. Anche qui l'uomo l'avrebbe seguita fino a raggiungerla e "prenderle la mano". 

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Ma c'è un altro dettaglio a rendere ancora più inquietante il comportamento dell'indagato: secondo le indagini avrebbe pedinato anche un bambino di 11 anni in centro, e non sarebbe la prima volta. Nel 2015 sarebbe stato riconosciuto da alcune madri di bambine di una scuola elementare mentre di nascosto scattava fotografie, in un'altra occasione avrebbe minacciato anche un'insegnante mentre tentava di entrare in un edificio scolastico. 

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