Minaccia di uscire di casa con il fucile se non abbassano la musica, condannato e tolte armi e licenza di caccia

Dopo dieci anni richiede di nuovo il permesso di detenere fucili e munizioni: domanda respinta dal Prefetto

La festa troppo rumorosa e il cittadino chiama le forze dell’ordine. Passano le ore e non si vede nessuno, ma la musica e il chiasso proseguono. Così il cittadino chiama nuovamente le forze dell’ordine e dice: “O venite subito o prendo un fucile e vado giù io”. E si ritrova condannato con decreto penale e con la revoca della licenza di caccia e della possibilità di detenere armi da fuoco in casa. Dopo otto anni richiede di nuovo la licenza di caccia e il permesso di detenere armi, ma non gli viene concesso.

Il cittadino in questione, difeso dall’avvocato Andrea Galli, ha fatto ricorso anche al Tribunale amministrativo, ma non c’è stato nulla da fare. Anche se i giudici amministrativi hanno riconosciuto che “il ricorrente nel lungo periodo di detenzione delle armi non aveva mai dato luogo a rilievi di sorta”.

Anche che le minacce consistenti nell’avere detto all’operatore del 113 nella comunicazione telefonica delle 3.38 “…adesso basta … vado io là con il fucile … ma la sente la musica …” si sarebbero esaurite in un solo sfogo verbale senza alcun seguito concreto nei riguardi di chicchessia, ivi compresi i soggetti la cui inottemperanza all’ordine di conformarsi a regola del vivere civile e di non turbare il riposo altrui nelle ore notturne aveva dato origine all’episodio. Il ricorrente, infatti, non si era recato presso il centro sociale dal quale provenivano i rumori ma avrebbe solo invitato, sia pur con tono iroso e minaccioso ad un intervento risolutivo che ponesse fine ai rumori”.

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Per i giudici amministrativi “il nuovo provvedimento di revoca risulta esaustivamente motivato, dando atto di come la condotta tenuta dal ricorrente il ... per la quale medio tempore era stato emesso decreto penale di condanna, fosse idonea a compromettere l’affidabilità dello stesso nell’uso e nella detenzione delle armi”.

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