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Cresce la solidarietà per il fotografo castiglionese: sold out la vendita dei pantaloncini a sostegno del comitato "Verità su Riccardo"

Il giovane da quasi due anni si ritrova impossibilitato a fare ritorno in Umbria per via di una strana storia di traffico internazionale di droga per il quale sono in corso delle indagini in Perù

Cresce il movimento a sostegno di Riccardo Capecchi. Il fotografo di Castiglione del Lago è al centro di una drammatica storia giudiziaria in Perù, iniziata nel maggio 2019, che lo vede ancora in attesa di essere giudicato da un tribunale.

Il giovane è accusato di aver preso parte a un traffico di droga insieme ad altri italiani. Il convoglio con il quale era partito per lavoro era stato trovato con un importante carico di cocaina. Uno dei mezzi utilizzati era noleggiato proprio a nome di Riccardo, che si trovava altrove quando era scattato il controllo. Prima indagato a piede libero, poi arrestato, Riccardo si è detto sempre estraneo ai fatti, ignaro di quali fossero le reali intenzioni della spedizione. Dopo un iniziale proscioglimento e un cambio di giudice, è tornato ad essere indagato e obbligato a non muoversi dal Perù, in una sorta di libertà vigilata. Ora è in attesa di conoscere il suo destino.

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In soli due giorni , il gruppo social "Facciamocela passà" ha venduto tutti i coloratissimi pantaloncini da beach volley, il cui ricavato andrà a sostegno del comitato "Verità su Riccardo".che si è fatto promotore di una petizione online su “Change.org” e chiede che il giovane "faccia subito rientro in Italia dopo quasi due anni di forzata permanenza in Perù".

L’iniziativa di “Facciamocela passà”, come detto, è solo l’ultima di una serie di campagne di solidarietà nate in piena pandemia. Fino ad oggi il gruppo, sorto spontaneamente su Facebook un anno fa, ha rivolto le sue attenzioni a numerose associazioni no profit, tra cui Il Bucaneve ODV, Fiadda Umbria Onlus, Fondazione Bambino Gesù Onlus, Ant8supportes, Azzurro per l’ospedale.

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