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Quel torrentello di acqua maleodorante che esce senza sosta dall'Arco Etrusco

Le infiltrazioni, dunque, ci sono sempre state. Ma negli ultimi tempi si sono fatte massicce. Tanto che un rivolo consistente scorre verso la strada e si raccoglie intorno a un tombino dei sottoservizi

Dai conci di base dell’Arco Etrusco di Perugia esce un consistente, e costante, rivolo di acqua maleodorante. Le pietre, divenute verdi per la presenza di muffe e saprofiti, hanno bisogno di una semplice passata di liquido anti miceti. Si tratta di un’operazione semplice ed economica: si spruzza il prodotto, si portano via le muffe, ripetendo l’operazione. Alla fine, il travertino torna all’originale candore.

Ma la perdita d’acqua è altra cosa ed affligge l’Arco di Augusto da tempo immemorabile, come documentano le foto d’epoca e anche quelle precedenti l’ultimo restauro cucinelliano. Le infiltrazioni, dunque, ci sono sempre state. Ma negli ultimi tempi si sono fatte massicce. Tanto che un rivolo consistente scorre verso la strada e si raccoglie intorno a un tombino dei sottoservizi. Il cui compito non è però quello di fungere da forazza.

Le infiltrazioni storiche provengono dal soprastante ex quartiere ebraico di via Pozzo Campana (tra via Bartolo e via Ulisse Rocchi), il cui nome già la dice lunga sull’abbondanza di acque sotterranee. Si sa che le sorgenti portavano acqua alla Fonte di Piazza Grimana, passando vicino alla Fonte Tezia, fresca di restauro. Ma l’abbondanza attuale non c’è mai stata e c’è chi dice che ci sono da fare accertamenti per verificare se si tratti di perdite di fognatura di qualche negozio o abitazione soprastante.

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