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Mazzette in ospedale, indagato anche il "nuovo primario": spunta la corruzione

Ieri la perquisizione a carico di Antonio Appignani e negli uffici di due suoi stretti collaboratori, fra cui l'attuale primario facente funzioni

L'ipotesi accusatoria per l'ex primario di chirugia primaria  Antonino Appignani, il primario facente funzione Mirko Bertozzi e e di un amministrativo del reparto, è corruzione. Il secondo filone d'inchiesta, che prese le mosse dalla denuncia di un ricercatore universitario che avrebbe "pagato" migliaia di euro per il rinnovo di una convenzione, ora vede altre accuse sul piatto, con tanto di perquisizioni a carico degli indagati.

Secondo le indagini investigative qualche mese fa ci sarebbe stato un passaggio di denaro fra uno stretto collaboratore dell'ex primario, facente parte dell'amministrativo di reparto, e appunto Appignani. Mirko Bertozzi, succeduto all'ex primario dopo le dimissioni (e l'obbligo di dimora nel Comune di residenza), sarebbe stato chiamato in causa proprio perchè ritenuto responsabile di questo "scambio di soldi", per mano del terzo indagato, colui che avrebbe dichiarato, dopo circa un mese, la responsabilità del nuovo primario. L'avvocato Marco Angelini, codifensore insieme a Filippo Calabrese di Mirko Bertozzi, commenta così l'accaduto: "La ricostruzione accusatoria, a una primissima lettura, appare illogica e immotivata. Il nostro assistito è estraneo ai fatti". 

Antonino Appignani - difeso dagli avvocati Gigliotti, Grenci e Masi, era stato raggiunto dalla misura cautelare degli arresti domiciliari (in seguito revocati) per concussione. Ora dovrà chiarire la posizione in merito a questa nuova ipotesi d'accusa. 

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