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Perso al buio nel bosco e in preda al panico: 60enne salvato dalla polizia al telefono

Un amico che lo aveva contattato ha allertato il 113, così un operatore è riuscito a tranquillizzare l'uomo e a guidarlo verso una casa della zona

Disorientato e in stato confusionale, è stata la chiamata di un amico a salvare un 60enne che si era perso in una zona boschiva nella perfiferia di Perugia. È stato lui infatti, dopo averlo sentito agitato al telefono, a contattare il 113 consentendo così a un operatore di mettersi in contatto vocale con il disperso, apparso subito in forte stato di agitazione e di spavento a causa del totale disorientamento e del buio sempre più fitto dopo il crepuscolo.

Appurate le condizioni fisiche dell’uomo, che aveva detto all'amico di essere stato vittima di una caduta, l'agente di polizia al telefono è riuscito a rassicularlo e a carpire dal dialogo ogni informazione utile a individuarne la posizione, cp,e oggetti caratteristici o particolari conformazioni del territorio che si trovava a percorrere in preda al panico. Nonostante il continuo contatto vocale con il poliziotto l’uomo, causa molto probabilmente un’importante stanchezza fisica, cominciava a perdere le speranze di poter ritrovare il giusto orientamento, manifestando un iniziale attacco di panico. 

L’operatore lo ha convinto così a fermarsi per riposare, tranquillizzandolo e invitandolo a respirare in maniera lenta e cadenzata, riferendogli “...non è solo…anche se non sono fisicamente accanto a lei faremo il percorso insieme…la porterò fuori da questa situazione…glielo prometto”. L’agente al telefono, impegnato in un ascolto molto attento per non perdere nemmeno una parola dell’anziano e al tempo stesso in un’azione continua di rassicurazione e guida, è riuscito così a percepire, durante lo stato confusionale dell’uomo, la parola “luce”. 

Questa piccola ma importantissima percezione ha consentito, attraverso una frase precisa e decisa del poliziotto, a far capire all’uomo - ormai quasi totalmente scoraggiato e in stato confusionale - ’unica cosa da fare con la massima concentrazione: “…la porto io verso la luce…lei non la perda di vista e continui a parlare con me…vedrà che andrà tutto bene…si fidi di me…”. A queste parole l’uomo ha ritrovato la speranza e, pur con fatica, è riuscito raggiungere le luci di un'abitazione. Alla parola “casa” l’operatore del 113 ha detto all’uomo di suonare immediatamente qualsiasi campanello presente ed è riuscito così a farsi dire dall’inquilino la via esatta in cui l’uomo si trovava, spiegando che si trattava di un intervento di soccorso da parte della Polizia di Stato nei confronti di un cittadino anziano che si era perso.

A quel punto una pattuglia del reparto Volante ha raggiunto l’uomo che, ancora scioccato per la spaventosa esperienza vissuta, ha guardato incredulo i poliziotti prima di essere accompagnato al pronto soccorso dal personale del 188 che nel frattempo era stato allertato. Una brutta disavventura per l'uomo, che ha avuto però un lieto fine grazie all’esperienza dell’operatore della sala operativa e la sua specifica formazione nella gestione delle criticità attraverso il mezzo telefonico. 

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