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Nonno investigatore scova in chat il presunto ladro del telefono, attiva la fotocamera e lo incastra

Sotto processo per ricettazione uno straniero ospite di un centro di accoglienza. Il cellulare fatto ritrovare il giorno dopo nel giardino di casa dell'anziano

Si impossessa di un telefono, ma il nonno investigatore e hacker lo rintraccia attivando la telecamera da remoto e portando gli screenshot ai carabinieri. Così uno straniero ospite di un centro di accoglienza finisce sotto processo per ricettazione.

La vittima del furto, secondo quanto raccontato al giudice, si era accorto della sparizione del cellulare e aveva subito sporto denuncia ai carabinieri di Panicale. Prima di disattivare la sim, però, aveva fatto un controllo sui social ai quali era iscritto e che erano attivi sul cellulare.

Proprio uno di questi canali social, in particolare una chat, risultava attivo. Non solo, qualcuno stava utilizzando la chat. Così l’anziano proprietario del cellulare entrava in chat e iniziava a dialogare con l’utente. Senza che questi se ne accorgesse, attivava anche la fotocamera del telefono e, mentre chattava, catturava dei fermo immagine (screenshot) del volto dello straniero.

Immagini che portava poi ai carabinieri, dicendo anche di conoscere la persona che aveva il suo telefono in quanto lo vedeva spesso in giro per il paese, al circolo ricreativo e sapeva che era un rifugiato ospite di un centro di accoglienza.

Il giorno dopo l’anziano trovava il telefono scomparso appoggiato sul muretto di casa, ma per lo straniero, difeso dall’avvocato Matteo Marinacci, si erano aperte le porte del tribunale con l’accusa di ricettazione.

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