Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Anziana non riconosce negli imputati le persone che l'hanno aggredita e minacciata: assolti

La coppia era accusata di aver fatto cadere un'anziana sostendo che li avesse fotografati mentre buttavano la spazzatura, ma lei era al telefono con la figlia

La vittima non riconosce negli imputati i suoi aggressori e il giudice pronuncia sentenza di assoluzione.

I due imputati, marito e moglie, erano finiti sotto processo per l’aggressione a un’anziana condomina, convinti che questa li avesse fotografati mentre buttavano la spazzatura per poi segnalarli all’amministratore. La donna ha sempre sostenuto che in quel momento stava parlando al telefono con la figlia.

I due imputati, difesi dell’avvocato Paolo Maria Codovini, erano accusati, rispettivamente di avere “nel corso di una discussione tra condomini, ponendosi con le braccia sui fianchi e con le gambe divaricate dinanzi a ..., di anni 71” sbarrato il passaggio e minacciata con la frase “dammi i tuoi dati che ti denuncio, impedendole di rientrare all’interno della propria abitazione”. Secondo l’accusa la lite sarebbe nata per futili motivi, allorquando l’altra imputata “che si trovava con lui, riteneva di essere stata fotografata” dalla persona offesa “mentre buttava la spazzatura e di avere approfittato di circostanze, in riferimento all’età della persona offesa che risultava ultra settantenne, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa”.

Altra accusa riguarda l’azione che l’imputata avrebbe fatto nei confronti della donna “facendola cadere a terra mediante uno sgambetto”, cagionando lesioni personali consistite in “contusione rachide dorso – lombare, ginocchia bilateralmente, contusione zigomo dx”, dalle quali derivava una malattia di durata non inferiore a giorni 15 giorni e la rottura degli occhiali. La donna aveva provato a difendersi, sostenendo che “per me puoi fare quello che vuoi, non mi interessa”, ma non era servito. L’imputata l’avrebbe anche accusata di essere razzista e che la foto l’aveva scattata perché erano stranieri.

La coppia, che avrebbe urlato farsi come “io lavoro, io abito in questo palazzo, faccio quello che voglio, io ci butto quello che voglio” ed ancora “sei fortunata ad aver incontrato noi, se incontravi un tunisino o un marocchino quelli ti uccidevano! Questo è successo perché non hai chiesto se abito in questo palazzo, dovevi chiedere se abito in questo palazzo”. E poi minacciata con la frase “dammi i tuoi dati che ti denuncio”. Dopo essere stata sgambettata, inoltre, la signora cadeva “sul cofano posteriore della macchina degli imputati, cadeva rovinosamente a terra. A seguito dell’urto contro il cofano, gli occhiali da vista indossati da ..., si spaccavano in due pezzi”.

La vittima si è costituita parte civile tramite l’avvocato Adelinda Moretti, ma nel corso dell’ultima udienza, chiamata a riconoscere nei due imputati i suoi aggressori, non è stata in grado di rispondere affermativamente. Così il giudice ha prosciolto i due imputati e chiuso il procedimento.

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