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Antidepressivi per dimagrire, medici e farmacisti davanti al giudice

Secondo l'accusa avrebbero prescritto e venduto farmaci potenzialmente pericolosi

Prescrivevano e vendevano un farmaco galenico per la depressione come aiuto per una dieta, per questo undici persone, sette medici e quattro farmacisti, sono finiti davanti al giudice per l’udienza preliminare per i reati di somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica, falso ideologico e violenza privata.

I professionisti sono difesi dagli avvocati Marcinnò, Carini, Brusco, Galli e Falcinelli. Una delle presunte vittime si è costituita tramite l’avvocato Dottori.

Secondo il capo d’imputazione stilato dalla Procura di Perugia a seguito degli accertamenti del Nucleo antisofisticazione dei carabinieri, i medici e i farmacisti avrebbero prescritto e commercializzato farmaci galenici come cura dimagrante, ma con “la falsa indicazione terapeutica della cura dello stato depressivo”.

Secondo i carabinieri del Nas il trucco era nella doppia prescrizione: la prima l’indicazione delle sostanze fitoterapiche, l’altra con quelle antidepressive. Un modo per superare le limitazioni del decreto ministeriale ne vietava l’utilizzo come sostanze dimagrante. Il farmaco in questione contiene, logicamente, sostanze autorizzate, ma se combinate con altri prodotti fitoterapici tipici delle cure dimagranti, risultano tossiche.

Di tutto questo i pazienti non sarebbero stati messi a conoscenza e non erano consapevoli che “l’uso delle sostanze antidepressive fossero vietate per la cura dimagrante”.

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