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Il grande cuore di Brunello Cucinelli: un antico e storico edificio tornerà a nuova vita

"Sarà visitabile e mi occuperò a mio carico di tutela, custodia e accessibilità", dichiara Cucinelli. L'imprenditore-filosofo assicura che il visitatore potrà ammirare così il cuore dell'edificio

Quel rudere cadente prima della rotatoria che precede la salita verso Solomeo è in fase di recupero. Si tratta di una fabbrica di laterizi che risale al Settecento. Era da anni transennata perché pericolosa, in quanto in predicato di caduta. Dopo alterne vicende proprietarie, il rudere è tornato nelle mani del Comune di Corciano che non aveva risorse disponibili al recupero.

Trattandosi di un bene culturale, di alto valore storico e antropologico, c’è stata una dichiarazione di disponibilità da parte di Brunello Cucinelli. L’immobile, peraltro, si trova alla sinistra della strada che adduce alla zona produttiva del re del cachemire. E, francamente, nello stato in cui era ridotto, non suscitava una bella impressione, risultando distonico rispetto a quella rotatoria fiorita e curatissima.

“Peraltro – ricorda Cucinelli – tante  case di Solomeo sono state costruite coi mattoni provenienti da quell’opificio. Mi piangeva il cuore vederlo ridotto in quelle miserevoli condizioni”. Dalla constatazione all’operatività il passo è stato veloce.

Tanto che è attivo il cantiere per consolidamento e recupero dello stesso. Dalla strada si intravedono colonne di cemento armato e una muratura all’incerta, in attesa di stuccatura, che restituisce all’originaria bellezza quell’antico manufatto. Appena agibile, sarà possibile visitarlo? Chi si occuperà della guardiania?

“Sarà visitabile e mi occuperò a mio carico di tutela, custodia e accessibilità”, dichiara Cucinelli. L’imprenditore-filosofo assicura che, salendo da una comoda scala, il visitatore potrà ammirare il cuore dell’edificio, ossia la fornace di cottura dei laterizi. Una vista che esalta l’operosità, l’ingegno, l’antropologia e la storia produttiva del nostro territorio.

“Non siamo che ‘custodi’ di bellezza e abbiamo il dovere morale di tramandarla ai posteri”. Questa la frase che Cucinelli ripete come un mantra. Parole che non suonano come “flatus vocis”, ma che trovano conferma nelle tante iniziative di tutela messe in atto nel territorio. Il mecenatismo non è morto, ma è testimoniato dalle coscienze più sensibili.

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