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Martedì, 28 Maggio 2024
Cronaca Scheggia e Pascelupo

Antenna a Isola Fossara, dopo la Soprintendenza arriva il "no" del Tribunale amministrativo

L'impianto ripetitore "non risulta compatibile rispetto ai valori paesaggistici"

L’antenna delle telefonia sulla montagna migliorerebbe la ricezione e le comunicazioni, ma deturpa il paesaggio, quindi, non si può installare. Dopo la Soprintendenza anche il Tribunale amministrativo regionale del’Umbria boccia la richiesta di una nuova antenna a Isola Fossara.

A rivolgersi al Tar è stata la società Wind Tre, rappresentata e difesa dall’avvocato Giuseppe Sartorio, contestando la decisione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria e chiedendo l’annullamento del provvedimento con il quale è stato “comunicato il proprio parere negativo di compatibilità paesaggistica rispetto alla realizzazione di un impianto di telecomunicazioni Wind Tre nel Comune di Scheggia e Pascelupo, Fraz. Isola Fossara, Strada del Foria”.

Per la Soprintendenza “l’intervento non risulta compatibile rispetto ai valori paesaggistici tutelati e produce modifiche che recano pregiudizio ai valori paesaggistici oggetto di tutela” nonostante avrebbe dovuto sorgere in “un sito in cui esistono strutture simili realizzate in epoca antecedente ai vincoli oggi vigenti, si esprime parere negativo sotto il profilo ambientale al fine di evitare la proliferazione in loco di ulteriori impianti nel sito in questione”.

La Commissione per la qualità architettonica e il paesaggio, inoltre, “rappresentava in motivazione che l’intervento, che raggiungerebbe l’altezza di 18 metri, sarebbe risultato ben visibile e quindi non compatibile con l’area tutelata paesaggisticamente, che la realizzazione di una nuova stazione radio mobile avrebbe prodotto un effetto cumulativo e che l’intervento non avrebbe arrecato un miglioramento della qualità paesaggistica complessiva dei luoghi”.

Per i giudici amministrativi le valutazioni della Soprintendenza sono corrette in quanto si è “tenuto conto della concreta situazione dei luoghi ed ha rilevato che la realizzazione di una nuova stazione radio mobile produrrebbe un effetto cumulativo per la presenza dei due impianti già esistenti e la visibilità della nuova antenna”. Non spetta alla Soprintendenza, concludono i giudici del Tar, esprimere valutazioni sulla “concorrenza del settore delle telecomunicazioni” da “ponderare e bilanciare con quello relativo alla tutela paesaggistica”, in relazione alle antenne già esistenti.

Ne consegue il rigetto del ricorso e la validità del diniego a installare l’antenna.

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