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Umbria, bulimia e anoressia sono ormai un'epidemia sociale: 3mila pazienti sotto cura

Il fenomeno è sempre più in crescita e sono moltissimi i ragazzi che non si rivolgono ai centri specializzati nonostante i disturbi alimentari. Una media di otto nuovi casi all'anno. Arriva la nuova task-force regionale per curare l'epidemia...

I disturbi del comportamento alimentare costituiscono una vera e propria epidemia sociale anche in Umbria. Accanto ai quadri clinici tradizionali l'anoressia mentale, la bulimia nervosa, il disturbo da alimentazione incontrollata, sono comparsi disturbi alimentari maschili e i disturbi infantili con forme, purtroppo, estremamente severe e difficili da trattare.

L'analisi porta la firma dei tecnici della sanità regionale che stanno mettendo appunto un nuovo protocolo di cura per le strutture umbre che combattono i disturbi alimentari. I professionisti sono costretti a dare una risposta rapida che eviti la cronicizzazione della patologia e quindi c'è l'esigenza di identificare il più precocemente possibile le persone affette dai 'DCA' e, dall'altro, si deve favorire la presa in carico del paziente da parte di un servizio specializzato garantendo il passaggio ai vari livelli di trattamento per arrivare alla guarigione. 

Attraverso la raccolta dei dati sull'utenza dei Servizi dedicati al trattamento dei disturbi in Umbria emerge che i pazienti in carico ai servizi presenti nella regione per il biennio 2008- 2009 sono complessivamente 2740 pazienti (1245 per il 2008 e 1495 nel 2009), di cui 769 nuovi casi nel 2008 e 986 nel 2009.  Complessivamente il 94 per cento degli utenti sono donne, un dato in linea con quello nazionale e che conferma la difficoltà dei maschi a rivolgersi ai servizi.

La distribuzione per età della popolazione censita dimostra che la fascia più ampia comprende gli individui tra 15 e 25 anni con un interessamento però significativo di pazienti sotto i 15 anni e sopra i 40. Ciò a conferma che la fascia interessata da tali disturbi si è decisamente ampliata. Dai dati raccolti emerge inoltre che il 46 per cento dei pazienti ha contattato autonomamente il servizio, mentre l'altra metà è stata inviata dai medici di base, da altri specialisti, dallo psichiatra o DSM e da altri soggetti come la scuola e le agenzia sportive 

"L'Umbria - ha spiegato la dirigente della Direzione regionale Salute, Maria Donata Giaimo, introducendo i lavori - è all'avanguardia in Italia nel settore dei disturbi alimentari e presenta tutti i livelli di trattamento indicati dal Ministero della Salute e quindi il ricovero ospedaliero per acuzie, ambulatori dedicati distribuiti su tutto il territorio regionale, centri di riabilitazione residenziali e un centro diurno di nuova attivazione. I servizi nelle diverse ASL sono incardinati in dipartimenti diversi, ma hanno tutti la caratteristica dell'integrazione e della interdisciplinarietà che, per la cura di queste problematiche molto complesse, è fondamentale e non può essere affidata ad un unico professionista".

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