menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Rifiutopoli, quel compost strano e tutti quegli scarti finiti in discarica: c'è chi sapeva tutto dal 2014

Nel maggio 2014 gli uffici regionali avevano intravisto un percorso non virtuoso c. E cosi' fu inviata una lettera di avvertimento al Comune di Perugia e all'Ambito territoriale 2 sui rifiuti. Poi la maxi inchiesta di questi giorni della Finanza e Forestale

Anomalie sulla raccolta differenziata, ma in particolare sul compastaggio, gestito a Pietramelina da Gesenu non sono state oggetto solo dell'ultima indagine della Guardia di Finanza e della Forestale  ma già nel maggio 2014 gli uffici regionali, studiando esclusivamente le schede cartacee sul conferimento in discarica, avevano intravisto un percorso non virtuoso. E cosi' fu inviata una lettera di avvertimento al Comune di Perugia (gestito da Ewaldimirn Bo e all'Ambiti territoriale 2 sui rifiuti.

In pratica gli uffici regionali - come confermato dall'assessore Fernanda Cecchini oggi nel corso della conferenza stampa sui dati della differenziata -  hanno notato un eccesso di scarto del rifiuto organico riciclabile che non veniva lavorato per il compost ma direttamente buttato nella discarica. I dati si riferivano nel biennio 2013-14. Insomma sia il Comune di Perugia, che l'Ato  2 e probabilmente anche la Gesenu - il capoluogo è socio di minoranza - ma non è stato effettuato altro controllo. In questo caso, come spiegato dalla Regione, sarebbero dovuti scattare i controlli amministrativi e ambientali da parte di Arpa e della Provincia di Perugia. 

INDAGINI ATTUALI SUL COMPOST -  L'inchiesta "Spazzatura d'oro alla Gesenu" - 13 indagati e arrestato il direttore Sassaroli - portata avanti da Finanza-Forestale mette in risalto un altro volto di quella composta made in Gesenu. Si parla di compost non idoneo, non filtrato, non corrispondente ai semplici ingredienti da immettere. Secondo l'ordinanza si tratta di compost dove è necessario mettere mano ai certificati "al fine di poterlo commercializzare". Addirittura per far passare, sempre secondo l'ordinanza, gli esami al compost era necessario acquistarne di buona qualità da altre aziende, mischiarlo con quello di Pietramelina.

Una ulteriore operazione tarocco che dimostra come l'interessamento per il riuso e riciclo (su cui rientra anche il compost) era solo di facciata. Sul compost non c'era tempo da perdere o andare tanto per il sottile dato che fruttava soltanto 60mila euro all'anno. Mentre all'azienda, secondo l'ordinanza, interessava solo trovare spazio, per acquisire  rifiuti - anche da fuori regione e dalla Campania - da conferire in discarica. Ben 40 euro a tonnellata (una media di 800mila euro in un anno).

Il compost era importante solo a parole e nelle conferenze stampa... nella realtà dei fatti, secondo l'ordinanza, era un tarocco e molto di questo composto è stato spalmato su giardini, orti e campi di privati dato che produceva una reddita solo di 60mila euro (qualcuno lo ha comprato evidentemente). I fatti risalgono, ad onor di cronaca, al 2013 e fino a tutto al 2014 speriamo che negli ultimi anni la situazione sia cambiata, almeno per il compost.
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Coronavirus in Umbria, vaccini anche in farmacia: c'è l'accordo

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento