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IL PERSONAGGIO Nono anniversario dalla scomparsa del giornalista perugino Monacelli

Sono passati 9 anni dalla scomparsa del decano dei giornalisti perugini, Marcello Monacelli, uomo dai poliedrici interessi. La città lo ricorda con immutato affetto. Monacelli era nato il 7 agosto 1922 in via Vincioli, poco distante dal teatro Morlacchi, da famiglia di origine artigiana e operaia.

Partigiano a soli 22 anni, fu responsabile del periodico del Partito d’Azione “Giustizia e Libertà”. Dalla fine degli anni ’40, collaborò col “Giornale dell’Umbria” e con “Stadio”, dando seguito e alimento alla sua profonda passione per lo sport. Il giornale della sua vita è però “Il Messaggero”, in cui rivestì il ruolo di responsabile della redazione perugina, rimanendovi fino al 1981 e restandovi come prezioso e insostituibile collaboratore anche dopo la pensione.

Qui curò rubriche memorabili come “Perugia mia”, una cui silloge è stata pubblicata nel 2011 in volume con lo stesso titolo. Su iniziativa degli amici e della moglie, Vincenzina Pottini. Altra rubrica apprezzata fu “week end”, mantenuta fin quasi alla morte, avvenuta il 2 giugno 2008. Collaborò anche all’Ansa, diretta dall’amico e discepolo Enzo Ferrini, fornendo notizie di ogni genere sulla sua amata Perugia.

Ricoprì vari incarichi in seno all’Ordine dei giornalisti e fu vicepresidente della Famiglia Perugina. Maestro indiscusso di giornalismo, educò alla professione e trasfuse valori morali e deontologici in tanti giovani. Efficace sintesi di un atteggiamento professionale e umano proprio di una persona per la quale la professione ha coinciso con l’amore per la vita.

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