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Terreni espropriati per una rotatoria, lite da 1 milione di euro davanti al Tribunale amministrativo

L'esproprio è stato fatto nel 2011, ma non c'è l'accordo per il risarcimento

Una rotatoria, un esproprio e diverse pronunce di tribunale, ma dopo 16 anni ancora quei terreni a Santa Maria degli Angeli non sono stati pagati.

Contrapposti F.B.M. Fornaci Briziarelli Marsciano s.p.a. e Società Agricola Briziarelli s.r.l., difesi dall'avvocato Puka Izaura, contro Anas, rappresentata dagli avvocati Gianluca Como e Caterina De Felice. Tema del procedimento davanti al Tribunale amministrativa regionale dell’Umbria, “l'illegittimità del silenzio serbato da Anas” sulle istanze della controparte. In ballo oltre 1 milione di euro.

L’esproprio era stato deciso per la realizzazione del tratto della S.S. 75 "Centrale Umbra" - S.S. 147 in corrispondenza della località S. Maria degli Angeli del Comune di Assisi, il 14 febbraio 2005, con determinazione delle indennità provvisorie di espropriazione e di occupazione. Il 26 aprile 2011, però, le società espropriate comunicavano di non accettare l’indennità offerta e chiedevano una nuova valutazione.

Veniva nominato un collegio di tre periti che concludeva la propria attività con l’approvazione della relazione di stima della indennità definitiva di espropriazione, fissata in 1.003.342,69 euro. Secondo i ricorrenti, però, Anas non procedeva alla comunicazione formale dell’avvenuto deposito della relazione di stima. E in un incontro con le parti si dichiarava disponibile a pagare solo 374.212,15 euro. Proposta ritenuta inaccettabile dalle società ricorrenti.

Anas si è costituita davanti ai giudici amministrativi chiedendo il rigetto dell’istanza motivando che era pervenuta fuori del termine massimo, cioè oltre i 90 giorni previsti dalla legge.

Il collegio giudicante ha, invece, riconosciuto che il ricorso è fondato. Ripercorrendo la vicenda i giudici hanno affermato che l’intero procedimento, dalla formazione del collegio peritale, fino al documento di valutazione, è stato svolto correttamente, tranne che nella parte in cui bisognava comunicare il deposito alle parti. E Anas non avrebbe provveduto a dare comunicazione agli interessati dell’avvenuto deposito. Senza questa comunicazione non sarebbero iniziati a decorrere neanche i termini.

Da qui la condanna di Anas e la riapertura del procedimento per un esproprio operativo dal 23 maggio del 2011, cioè 10 anni fa.

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