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Perugia-Sarajevo, firmato un protocollo: 'Manifesto' di pace, coesione e tolleranza

Un'unione tra le due città per una nuova pace europea, proprio da Sarajevo città simbolo dell'ultimo conflitto europeo, questo il senso del protocollo sottoscritto oggi dal sindaco Boccali e dal suo collega bosniaco, Ivo Komsic

Una nuova amicizia sta nascendo, due città che stringono la mano per costruire una nuova iniziativa europea tra la 'città della pace', Perugia, e la città martire, quindi simbolo, dell’ultimo drammatico conflitto che ha insanguinato l’Europa, Sarajevo. E’ il senso di un protocollo sottoscritto oggi dal sindaco Boccali e dal suo collega bosniaco, Ivo Komsic, nella biblioteca di San Matteo degli Armeni, punto di riferimento della vocazione di Perugia  comunità aperta al  dialogo tra i popoli.

Prima della firma i due sindaci si sono incontrati a Palazzo dei Priori, e Komsic ha ricordato di essere già stato a Perugia, esule da Sarajevo durante la guerra, "e Perugia - ha detto il sindaco bosniaco - sembrava il solo posto dove si potesse, tra noi bosniaci, parlare di pace".  Komsic ha infine firmato il libro d’onore del Comune nell’ ufficio del sindaco. Da parte sua Boccali ha sottolineato che Perugia e Sarajevo sono due comunità con alla spalle un grande patrimonio di storia e di cultura, ma "che devono guardare al futuro", ed ha proposto, tra l’ altro, di allacciare  rapporti tra le due Università e le altre istituzioni culturali, di cui il protocollo firmato oggi è il punto di partenza. Allo studio anche un progetto di incontro a Sarajevo coinvolgendo la Regione e le “gemelle” delle città umbre, non solo di Perugia. All’incontro era presente anche, per la Regione, Giampiero Rasimelli.

Il protocollo sancisce quindi, di fatto, l’inizio di una nuova fase di relazioni e collaborazione tra due città che negli anni hanno assunto in molte occasioni un ruolo importante nel contesto della cultura europea. Al primo punto del documento c’è il progetto di "predisporre con un lavoro comune un 'manifesto' che parli al futuro dell’Europa. Un continente che deve rapidamente superare gli attuali, pericolosi squilibri economico-sociali e che deve ritrovare una logica di coesione capace di rafforzare e rilanciare la democrazia europea. Un continente che deve bandire il razzismo, l’odio etnico e l’intolleranza religiosa e verso la diversità in ogni sua dimensione e che in forza di tutto questo deve costruire una nuova convivenza con i suoi vicini. Un continente che deve investire su sé stesso, sulle sue diversità, sulle sue culture, sulla sua storia e sul suo futuro per ritrovare competitività a tutti i livelli sulla scena internazionale. Sarà significativo nel 2014 rilanciare un tale appello a 100 anni dall’esplosione, proprio a Sarajevo, della prima guerra mondiale. Un appello alle città europee in vista di questa ricorrenza per promuovere il quale si costruiranno due iniziative a Perugia e Sarajevo. Perugia metterà a disposizione di questo impegno l’attività della biblioteca comunale di S.Matteo degli Armeni".

Ma c’è anche l’impegno al sostengo reciproco della candidatura a Capitale Europea della Cultura di Perugia e Sarajevo e concretizzare questo impegno in un programma di iniziative, prima tra tutte la collaborazione del Festival di Sarajevo con le istituzioni culturali  e gli eventi culturali e di spettacolo perugini ed umbri. Nel pomeriggio Komsic incontrerà il presidente Bracalente e la Fondazione PerugiAssisi 2019.

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