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Amanda Knox torna a parlare della sua detenzione: "Cantavo i Beatles per superare lo sconforto"

La statunitense, accusata dell'omicidio di Meredith Kercher e assolta definitivamente, racconta ad una giornalista quale sia stato il momento più brutto vissuto appena trasferita a Perugia

Amanda Knox torna a parlare della sua detenzione a Capanne per l’accusa di avere ucciso Meredith Kercher, la giovane studentessa inglese con la quale condivideva l’appartamento di via della Pergola a Perugia.

Lo fa in un tweet di risposta alla richiesta della giornalista e scrittrice Paulette Perhach, estesa a tutti i suoi contatti, di raccontare “il momento più solitario che hai avuto, dopo esserti trasferirti in una nuova città da giovane?”.

La risposta di Amanda Knox: “Probabilmente quei primi otto mesi passati in isolamento nella casa circondariale dio Capanne. Ho cantato ‘Let It Be’ più e più volte tra me e me”.

Le risposte che si susseguono al post di Amanda Knox sono, all’incirca, tutti sulla stessa linea, tra vicinanza, commiserazione e stimolo ad andare avanti nella sua battaglia di giustizia.

“A volte le cose brutte accadono alle brave persone. Il nostro cervello è programmato per concentrarsi eccessivamente sulle cose brutte che ci sono successe. Puoi cambiare questa negatività” scrive un contatto della Knox.

“Sono abbastanza sicuro che abbia cambiato la negatività in gioia e libertà. Trascorri tutto il tuo tempo cercando di liberare persone innocenti. Sembri molto felice, innamorata, legger, gioiosa” twitta un’altra.

Un professore che insegna in carcere, negli Stati Uniti, commenta: “I ragazzi nel braccio della morte stanno appena iniziando il tuo libro! Quando ho letto le tue esperienze, soprattutto all'inizio, pensavo davvero che sarebbero stati in grado di relazionarsi ad essa e questo avrebbe portato loro un po’ di conforto. Non vedo l'ora che finiscano e possiamo discutere!”.

C’è chi soffre per la carcerazione di Amanda in Italia (dopo 4 anni di detenzione è stata assolta e scarcerata, ndr): “Non credo che molte persone possano superare questo limite per un momento di solitudine” oppure chi non vuole farle mancare l’appoggio, né allora né adesso: “Siamo stati tutti dietro di te per tutto il tempo”.

In molti hanno sofferto per Amanda e lo vogliono testimoniare: “Nessuno lo supererà” oppure “Mi dispiace tanto che ti sia successo”, “Questo è straziante”, fino a “Oh, mio Dio” e “Sono triste”.

C’è anche chi, infine, chiede a Knox come sia riuscita “a sopportare di sentirlo adesso?”.

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