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Dietro le luci e i pacchetti regalo, a Perugia si celebra l'Altro Natale 2017: famiglie povere, anziani, padri separati e giovani senza lavoro

Il doppio appello della Chiesa perugina - servono volontari e donazioni per gli empori della solidarietà - mette in luce una situazione drammatica con sempre più famiglie italiane costrette a chiedere aiuto per mangiare. Ecco l'Altro Natale, quello senza luci e shopping...

Dietro le luci a festa dei centri storici, dietro gli alberi di Natale più o meno belli, c'è il lato oscuro e triste de l'Altro Natale in Umbria. Fino a qualche tempo fa - sarebbe meglio dire prima della grande crisi economica iniziata nel 2007 - riguardava soltanto persone con disagi, con problemi di salute, storie di emarginazione e di droga. Ora sono cambiati gli attori e i numeri sono lievitati: padri separati (costretti a dormire in auto), pensionati con un reddito di 500 euro al mese, famiglie normali che sono diventate povere e a rischio sfratto perchè hanno perso il lavoro e superati gli "anta" nessuno è pronto a riassumerli. C'è anche l'Altro Natale dei giovani (disoccupazione al 40%), degli immigrati che hanno sfidato il mare per finire a chiedere l'elemosinda all'esterno dei cenri commerciali. L'Altro Natale in Umbria, come ci ricorda la Chiesa Perugina, ha i volti dignitosi ma afflitti dei componenti di 1200 famiglie che ogni settimana affollano l'Emporio dei poveri fortemente voluto dal cardinale Bassetti per sfamare e ridare dignità a chi non ha soldi e speranze.

Nell'Emporio di Perugia centro attualmente sono 470 le famiglie servite e ascoltate: e sono stati distribuiti 388 tonnellate di generi alimentari, di prodotti di prima necessità per l’igiene intima e per la casa e di materiale scolastico. La Chiesa Perugina ha lanciato un doppio appello a coloro che invece potranno vivere il Natale di festa, di gioia e di benessere: donare ora più che mai un proprio contributo per poter aiutare gli altri, quelli dell'Altro Natale 2017. Ma un appello anche ai giovani: servono i volontari per aiutare il prossimo, per ascoltare chi vive nel disagio e chi è rimasto solo. Un appello che passa per l'esperienza di Ilaria, una giovane volontaria dell’Emporio “Tabgha”: "Spero che altri coetanei possano vivere l’esperienza del mettersi al servizio degli altri: "C’è un po’ l’idea che sia un ambiente non per giovani, ma in realtà io non ho assolutamente avuto questo vissuto. E’ una realtà che ti dà molto in termini di relazioni e di sentirti utile nel fare del bene nel “piccolo”, perché non si fanno cose eccezionali, però anche un sorriso per persone che vivono in solitudine e in povertà è già tanto. Come tu dai a loro ricevi anche tanto".

Ma l'Altro Natale 2017 non riguarda solo i poveri di "portafoglio" ma sempre di più ci sono i poveri per solitudine e che spesso sono anziani rimasti soli, senza figli o che questi vivono altrove. Per loro cucineranno, con tanto di cibi da asporto, alcune parrocchie di periferia. Altri saranno accolti al tradizionale pranzo del 25 dicembre offerto dal Cardinale Bassetti in centro storico o nei centri di accoglienza della città. Riceveranno buon cibo e potranno parlare, dialogare e sorridere con altre persone. C'è bisogno del nostro aiuto. Non restiamo indifferenti.

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