Bomba d'acqua, chiesto lo stato di emergenza al Governo: le frazioni in ginocchio

Secondo i tecnici comunali il deflusso delle acque ha risposto in maniera efficiente anche se in alcune situazioni si sono registrate delle rotture di collettori con conseguenti allegamenti e, in alcuni casi, con l'interessamento di abitazioni, locali e negozi privati

"Stato di emergenza dopo il nubifragio di domenica scorsa": il sindaco Andrea Romizi ha presentato la richiesta, dopo aver interpellato anche la Regione dell'Umbria, dopo la conta dei danni a sfavore del Comune (strade, alberi, muretti, strutture pubbliche) che dei privati. Secondo i tecnici comunali il deflusso delle acque ha risposto in maniera efficiente anche se in alcune situazioni si sono registrate delle rotture di collettori con conseguenti allegamenti e, in alcuni casi, con l'interessamento di abitazioni, locali e negozi privati. 

Ma su 25mila feritoie sul terreno comunale, per coinvogliare le acque piovane, almeno un terzo si stima hanno pagato la non perfetta manutenzione. Ma va ricordato che la bomba d'acqua non era prevebile - la protezione civile si attendeva 35mm di pioggia in sei ore, contro i 120 in due ore - ed un episodio che si ripete ogni 200 anni. 

Confermata la mappa delle zone più colpite:  Pian di Massiano, Santa Lucia, Ponte d'Oddi, Montelaguardia, Ponte Pattoli, Ponte Felcino, Ponte Valleceppi, Ripa, Pianello e Colombella. Il vice-sindaco Barelli ha spiegato che nella giornata di domenica sono state registrate 62 segnalazioni, alcune dalla Polizia Municipale, altre dalla Protezione Civile, altre ancora dai Vigili del Fuoco, segnalazioni che riguardano interventi diffusi ma non di criticità tale da mettere in pericolo la sicurezza della persone.

“In alcune strade sono stati necessari i sensi unici alternati -ha spiegato Barelli- Abbiamo subito allertati tutti i soggetti interessati, Gesenu, Umbra acque, siamo stati in contatto costante e continuo con la Regione per far fronte in tempi rapidi alle necessità. Per adesso pensiamo alla risoluzione dei problemi più immediati e alla messa in sicurezza, poi faremo la conta dei danni”

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Il centro funzionale di PC della Regione ha stimato che un’intensità simile è attesa una volta ogni 200 anni. Eventi simili si sono registrati, ad esempio, nel 2007 in Alta Val Tiberina quando caddero oltre 170 mm di piogge in tre ore, a Roma, in Toscana e a Genova negli anni scorsi e i danni furono significativamente maggiori rispetto a quelli subiti dal capoluogo. 

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