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Immagine d'archivio

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Allevatori litigano per chi ha l'esemplare migliore di cane: l'incontro finisce a cazzotti

La diatriba tra allevatori di cani finisce in tribunale. Secondo la parte civile le foto dei suoi cani sarebbero state utilizzate durante un convegno per "screditare" il suo lavoro

Una diatriba tra allevatori di cani di razza finisce in tribunale, con tanto di costituzione di parte civile e richiesta di risarcimento di 10mila euro per lesioni personali. Tutto ha inizio nel 2014 quando un allevatore amatoriale di San Bernardo viene a sapere, tramite un suo conoscente, che nel corso di un convegno in Germania, erano state esposte delle fotografie del suo cane e raffrontate con quelle degli altri cani, ma allevati dai soci del club dedicato proprio a questa particolare razza.

Secondo l’allevatore umbro, che non sarebbe socio del club, il suo cane sarebbe stato portato ad esempio di “razza inferiore”e teoricamente “non conforme ai loro standard”. Tutto questo, come spiegato dall’allevatore nella sua denuncia –querela, sarebbe stato riportato anche nel sito del club e così, indignato per quel comportamento che reputava “denigratorio” nei confronti dei suoi cani, avrebbe contattato il rappresentante del club per chiedere spiegazioni e sentendosi assicurare, d’altro canto,che le foto sarebbero state rimosse.

Passa del tempo ma le foto sono ancora lì fino a quando decide di affrontare l’altro allevatore, nonché rappresentante del club,  vis a vis nel corso di una mostra specializzata che si stava svolgendo in Umbria. Ed è proprio a quel punto, durante un chiarimento, che le cose sarebbero precipitate, tanto da essere colpito con un pugno al mento dall’uomo, oggi imputato per lesioni e un altro allevatore, che lo avrebbe colpito invece alla schiena. La diagnosi, come da referto, consisterà in una cervicalgia e contusioni al labbro giudicate guaribili in cinque giorni.

Dopo la denuncia sporta ai carabinieri,  i due allevatori - presunti responsabili di averlo colpito - sono finiti dinanzi al giudice di Pace del tribunale di Perugia. L’allevatore umbro si è invece costituito parte civile questa mattina con l’avvocato Flavio Mennella del foro di Perugia. Il giudice Donatella Liguori ha rinviato l’udienza al prossimo aprile, quando inizieranno ad essere sentiti i primi testimoni in aula. 

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