Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Biologico o convenzionale, il futuro dell'allevamento di galline ovaiole finisce davanti al Tar

L'azienda ha inoltrato la richiesta, ma l'Usl si oppone senza far conoscere le motivazioni

Le galline possono aspettare. I giudici del Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria hanno respinto il ricorso di un’azienda agricola contro le decisioni dell’Usl Umbria 2 in relazione a una modifica del sistema di allevamento delle galline.

La società, difesa dagli avvocati Mario Bruto Gaggioli Santini e Pietro Giovannini, ha chiesto l'annullamento, con sospensione cautelare dell'efficacia, del diniego dell’Usl alla modifica di “allevamento delle galline ovaiole condotto dalla ricorrente da biologico a convenzionale”, contestando la relazione redatta dopo un sopralluogo, ma “di contenuto sconosciuto in quanto non fornita all'esito dell'istanza di accesso da parte della società ricorrente” e di altri atti ispettivi.

I giudici amministrativi, però, non hanno intravisto la necessità di una misura cautelare, “rilevato che il danno evidenziato dalla ricorrente, nelle more dell’esame collegiale della domanda cautelare, non appare rivestire i caratteri di gravità ed urgenza”, quindi le galline possono aspettare fino al 20 dicembre prima di conoscere il loro futuro, cioè se continueranno a produrre come biologico oppure di allevamento a terra.

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